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I terroni dell'impero


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«Gli storici del futuro si chiederanno che cosa mai successe tra il 2012 e il 2024, perché un paese che aveva rieletto un presidente di colore, giovane, elegante, persino leggermente progressista (Barack Obama), si trovasse solo dodici anni dopo incastrato nella scelta tra due vegliardi, uno che rasentava il fascismo (Donald Trump) e l’altro in bilico sull’alzheimer (Joe Biden)»

I terroni dell'impero

di Marco D'Eramo

Marietti 1820 editore

€ 19,00




Marco D’Eramo incontra i terroni d’America in un’esplorazione antropologica che non nasconde il cuore di tenebra di un paese profondo e ostinato, un luogo in cui le strutture mentali e i comportamenti descrivono il razzismo più spietato e il bigottismo più fondamentalista di una nazione fondata sull’integralismo. Scritte a inizio Duemila e pubblicate per la prima volta da manifestolibri, queste cronache americane conservano una straordinaria attualità che l’autore rilegge in vista delle elezioni presidenziali del prossimo novembre.

«Gli storici del futuro si chiederanno che cosa mai successe tra il 2012 e il 2024, perché un paese che […] aveva rieletto un presidente di colore, giovane, elegante, persino leggermente progressista (Barack Obama), si trovasse solo dodici anni dopo incastrato nella scelta tra due vegliardi, uno che rasentava il fascismo (Donald Trump) e l’altro in bilico sull’alzheimer (Joe Biden)» scrive D’Eramo nell’introduzione al saggio. «[…] “terrone” è categoria che in Italia non viene attribuita a un paese così moderno e mitico come gli Stati Uniti. Ma a torto. Sotto alcuni aspetti, terrone è la categoria universale della condiscendenza con cui il nord mentale guarda al sud psichico. […] “Terroni dell’Impero” vuol dire che anche gli Stati Uniti sono minati da una questione meridionale».

Di autostrada in autostrada Marco D’Eramo incontra un’umanità allegra, sbruffona e malinconica, qui descritta con sagacia e ironia nel racconto di un’America che trova nel sud la sua verità indicibile.

«Riserva cherokee. Entri, e ti trovi in un antro immane. Fuori è giorno, ma dentro non te ne accorgi, sotto le luci rosse dell’alto soffitto, nell’illuminazione artificiale accesa 24 ore al giorno 365 giorni l’anno. Davanti a te, a destra e a sinistra, si distendono file sterminate di mangiasoldi: la sola area di gioco copre 6.500 metri quadrati – un campo da calcio – ed è affollata da ben 3.600 slot machines, videopoker e altre scommesse elettroniche [...] Benvenuti nell’Harrah’s Cherokee Casino. […] La riserva indiana tende a somigliare a tutte le stazioni turistiche americane, con la loro orripilante, slabbrata successione di motel a buon mercato, catene di fast food, pompe di benzina, supermercati, attrazioni da quattro soldi; e gli stessi Cherokee diventano sempre più simili agli altri gruppi etnici, quelli degli immigrati europei e asiatici. È paradossale il percorso che hanno dovuto fare gli abitanti originari di questa terra per arrivare a essere accettati come lo sono gli immigrati che li hanno scalzati».

Marco D’Eramo

(Roma 1947), laurea­to in Fisica teorica, ha studiato Sociologia con Pierre Bourdieu all’École Pratique des Hautes Études a Parigi. Giornalista, ha la­vorato per «Paese Sera», «mondopera­io», «il manifesto». È autore, tra l’altro, di L’immaginazione senza potere. Mito e realtà del ’68 («mondoperaio» 1978) e, per Fel­trinelli, di Il maiale e il grattacielo. Chicago: una storia del nostro futuro (1995), Lo scia­mano in elicottero. Per una storia del presente (1999), Il selfie del mondo. Indagine sull’età del turismo (2017), Dominio. La guerra in­visibile dei potenti contro i sudditi (2020).



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