venerdì 13 marzo 2026

Gli zar della Casa Bianca

di Antonio Di Bella
Solferino editore

«Stravagante, imprevedibile, un unicum. Così è stata definita la presidenza Trump. Ma, per quanto non manchino gli aspetti nuovi. Guardando al passato degli Stati Uniti si trovano non pochi precedenti illuminanti.»

Stravagante, imprevedibile, un unicum. Così è stata definita la presidenza Trump. Ma, per quanto non manchino gli aspetti nuovi, come la confluenza di interessi personali e pubblici o il profilo da influencer navigato, il nuovo corso del tycoon non è del tutto inedito. Guardando al passato degli Stati Uniti si trovano non pochi precedenti illuminanti, paralleli e consonanze sottili che aiutano a comprendere e contestualizzare le scelte dell’attuale «zar della Casa Bianca». Lo spiega Antonio Di Bella in queste pagine, mettendo a confronto le azioni del presidente in carica con alcuni dei suoi predecessori evidenziando, di volta in volta, analogie e differenze, copioni noti e innovazioni strategiche. E soffermandosi sulle novità culturali e politiche del movimento Maga, che ha conquistato una fetta importante della società americana, andando ben al di là della dottrina dell’«uomo solo al comando». Si comprende così come dietro al populismo di The Donald si possa ritrovare la dottrina di Andrew Jackson e alla base del suo fiero protezionismo ci siano le idee di William McKinley. Ma anche come lo spirito anti-élite ricalchi una postura già assunta da Richard Nixon, che un certo stile esuberante sia stato tipico di Theodore Roosevelt e che l’imperialismo abbia tratti in comune con il modello di Franklin Delano Roosevelt. Anche l’esercizio dei poteri di guerra ha molti precedenti, da Jackson a Truman. Mentre l’Internal Security Act, passato alla storia come Maccartismo, risuona come un monito sinistro quando sembrano esser messi in discussione alcuni diritti e libertà fondamentali. Un viaggio affascinante tra passato e presente che aiuta a leggere l’America di oggi e il suo nuovo ruolo nell’equilibrio mondiale. Per capire come la battaglia per difendere, o limitare, la democrazia sia una lunga storia di successi e di sconfitte. E come Trump non sia che l’ultimo, più recente capitolo.

Antonio Di Bella è uno dei più noti volti del giornalismo Rai. È stato corrispondente dagli Stati Uniti, in precedenza per otto anni a capo del Tg3, direttore di Rai 3, corrispondente da Parigi e dal 2016 al 2020 direttore di Rai News 24. Nel 2022 è stato nominato direttore del genere approfondimento.È autore di Je suis Paris (2015) e L’assedio (2021). Con Solferino ha pubblicato L’impero in bilico (2024). È attualmente conduttore su tv2000 del programma settimanale Di Bella sul 28.

giovedì 12 marzo 2026

Diavoli con la racchetta

Diavoli con la racchetta
di Stefano Semeraro
Rizzoli Editore 

«Dalla rivalità epica tra Federer e Nadal alle battaglie senza tempo di Borg e McEnroe, fino agli incontri che hanno consacrato nuove stelle come Sinner e Alcaraz o segnato momenti di svolta...»

Stefano Semeraro, giornalista e scrittore con una lunga esperienza nel racconto sportivo, ci guida in un viaggio emozionante tra alcune delle sfide più leggendarie mai giocate su un campo da tennis. Ogni capitolo è dedicato a un incontro simbolo, in cui tecnica, tensione e talento si intrecciano in storie uniche, capaci di raccontare non solo lo sport, ma anche l’anima dei suoi protagonisti. Dalla rivalità epica tra Federer e Nadal alle battaglie senza tempo di Borg e McEnroe, fino agli incontri che hanno consacrato nuove stelle come Sinner e Alcaraz o segnato momenti di svolta, il volume non è solo una raccolta di partite: è un viaggio nel cuore del tennis. Con uno stile avvincente e ricco di aneddoti, Semeraro ci porta dietro le quinte, rivelando dettagli curiosi, emozioni nascoste e il lato più umano di grandi campioni e campionesse. Un libro pensato per chi ama il tennis, ma anche per chi vuole scoprire cosa si cela dietro ogni colpo, ogni sconfitta, ogni vittoria.

Stefano Semeraro scrive da trentacinque anni di sport e costume per "La Stampa" di Torino. Dal 1994 è direttore responsabile della rivista di letteratura "Versodove" e dal 2020 del periodico specializzato "Il Tennis Italiano". Per l'editore Pendragon di Bologna nel 2018 ha scritto Il codice Federer, una biografia del campione svizzero tradotta anche in spagnolo. Nel 2020 ha dato alle stampe per Gribaudo Maestro nascente. Comearriva al tennis Jannik Sinner a cui è seguito, nel 2021, I Fab Four (Sonzogno). In precedenza ha pubblicato Centre Court (Absolutely Free), una storia del tennis per personaggi e, con Carlo Coscia, Il mestiere di vincere, biografia del campione automobilistico Dindo Capello. La sua opera prima poetica Due inverni nel 1999 è stata finalista del premio nazionale di poesia Dario Bellezza.

mercoledì 11 marzo 2026

La saggezza del convento

La saggezza del convento
di Carmen Urbita e Ana Garriga
Mondadori Editore 

«Ben presto ci siamo rese conto che una combriccola di carmelitane scalze spagnole del Cinquecento poteva analizzare la complessità del panorama amoroso contemporaneo con una finezza che nessun episodio di Sex and the City avrebbe...»

«Ben presto ci siamo rese conto che una combriccola di carmelitane scalze spagnole del Cinquecento poteva analizzare la complessità del panorama amoroso contemporaneo con una finezza che nessun episodio di Sex and the City avrebbe mai potuto raggiungere; che una clarissa cappuccina che pratica il digiuno nell'Italia del Seicento può aiutarti molto più di qualsiasi guru della body positivity; e che nessun intervento di Ana Botin sull'empowerment femminile sarà mai all'altezza delle lezioni che una gerolamina messicana può offrirti per imparare a gestire il tuo capo. Clarisse, carmelitane scalze, gerolamine, domenicane, benedettine... Fra tutte avevano accumulato una saggezza collettiva che, inaspettatamente, sembrava fatta su misura per ciò che ci teneva sveglie la notte.» Per anni, Ana Garriga e Carmen Urbita, ricercatrici alla Brown University, hanno esplorato gli archivi monastici risalenti al XVI e XVII secolo: una congerie di manoscritti, lettere, autobiografie, registri contabili, trattati mistici e racconti di vita rimasti per lo più invisibili alla storia ufficiale, che sono presto diventati oggetto dei loro studi accademici. Intrecciando filologia, storia culturale e studi di genere, dalle loro ricerche è emersa una storia del Barocco diversa, inedita e tutta al femminile. Nei conventi retti da donne, infatti, le monache avevano sviluppato un complesso intreccio sociale, in cui c’era spazio per il lavoro e la creatività, la moda e la fama, l’amicizia e l’amore, la politica e l’economia, e uno stile di vita che offriva soluzioni innovative alle difficoltà della vita quotidiana. In questo testo erudito e ricco di umorismo, lo spazio conventuale raccontato dalle due appassionate ricercatrici spagnole non è solo un contesto religioso: è una comunità, un luogo simbolico ed esistenziale, dove si sperimentavano modi alternativi di vivere, amare, lavorare, relazionarsi, amministrare, resistere. E queste esperienze – amorose, intellettuali, spirituali, economiche – possono ancora servire da guida per la crisi che attraversa la nostra epoca ansiogena e iperconnessa e che investe il lavoro, gli affetti e le relazioni. Grazie al lavoro di Garriga e Urbita abbiamo così accesso ai suggerimenti di Teresa d’Avila per il buon governo economico e ai trucchi di Maria di Gesù di Ágreda per essere in più posti contemporaneamente; e possiamo metterci in ascolto dell’audacia con cui Anna di Gesù e Beatriz de la Concepción hanno sostenuto un amore contro tutto e tutti, o della rabbia manifestata da sor Juana Inés de la Cruz, secoli prima del #MeToo, contro le molestie di un confessore. Una guida per superare le difficoltà del presente, colta e ricca di umorismo, in cui vengono raccolti i consigli delle religiose più affascinanti della Storia.

Carmen Urbita (Madrid, 1989) dopo aver completato il Master in Letteratura comparata all’Università di Oxford ha conseguito il dottorato in Letterature ispaniche e Studi culturali presso la Brown University. Nel 2020 ha ideato insieme ad Ana Garriga Las hijas de Felipe, che è diventato uno dei podcast più popolari del mondo ispanofono.

Anna Garriga (Salamanca, 1989) ha conseguito il dottorato in Letterature ispaniche e Studi culturali presso l’Università Autonoma di Madrid e presso la Brown University. Attualmente svolge un post-dottorato presso il Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche (CSIC). Dal 2020 conduce, insieme a Carmen Urbita, il podcast Las hijas de Felipe.


lunedì 9 marzo 2026

Generose anime di eroi

Generose anime di eroi
di Gianni Riotta
Mondadori Editore 

«Il Partito della Guerra agisce in Russia, all’ombra del Cremlino. Trama per sabotare Stati Uniti ed Europa servendosi di una gang di ex soldati della guerra al terrorismo ormai dati per dispersi, e diffondendo in rete video fake...»

Il Partito della Guerra agisce in Russia, all’ombra del Cremlino. Trama per sabotare Stati Uniti ed Europa servendosi di una gang di ex soldati della guerra al terrorismo ormai dati per dispersi, e diffondendo in rete video fake catastrofici prodotti da hacker abilissimi. A New York, l’ispettore Joey Dallera e il detective Steve Ernst, veterani della battaglia di Falluja, sono alle prese con il cadavere di un uomo dalla stazza enorme, rinvenuto davanti a un topless bar di Brooklyn. Sull’avambraccio l’uomo ha tatuato un antico nome latino. Osteggiati dall’Fbi e dai servizi segreti Usa, Dallera ed Ernst collegano presto il delitto alla saga, virale sul web, dei cadaveri abbandonati intorno ad ambasciate e cancellerie, da New York a Madrid. Sarà giusto l’analisi dei tatuaggi, con caratteri che risalgono all’Impero Romano, a portare i due poliziotti nei sotterranei del Vaticano, sulle tracce della gang dei cosiddetti “Gladiatori”. Alla Casa Bianca, intanto, la prima presidente donna degli Stati Uniti si prepara al peggio, dopo il rapimento della figlia, irrequieta teenager che i Gladiatori usano per ricattare Washington. Intorno all’indagine si delineeranno i destini dei tanti personaggi che affollano il romanzo, da Meredith De Lattre, romantica spia in viaggio da Mosca alle trincee dell’Ucraina, a Jim Hawkins, il creatore di un avanzatissimo sistema AI, Code, capace di prevedere gli eventi futuri. In ballo c’è il destino del mondo, la sua possibilità di sopravvivere nell’era del caos e della disinformazione killer. A lungo inviato negli Usa, in Medio Oriente, Russia, America Latina ed Europa, Gianni Riotta sceglie ora la narrativa travolgente dell’epica, in un romanzo dove il lettore ritroverà politica, conflitti e amori del nostro tempo, in una trasfigurazione letteraria divertita e commossa.

Gianni Riotta, autore del podcast “Riottoso”, dirige la Scuola di Giornalismo e il Data Lab Luiss ed è visiting professor presso la Princeton University. È membro del Council on Foreign Relations. I suoi romanzi sono stati tradotti in molti Paesi.

venerdì 6 marzo 2026

Caro Sapiens

Caro Sapiens
di Mario Tozzi
Mondadori libri

«Caro Sapiens. La Terra ripercorre la propria storia, dall’origine del cosmo a oggi, illustrando i meccanismi che la governano, la geodinamica che sposta i continenti, i cicli del clima che si alternano, l’evoluzione della vita che ha plasmato ogni creatura...»

Siamo abituati a pensare alla Terra come al nostro pianeta. Ma la Terra ha 4,5 miliardi di anni, è abitata da milioni di specie e la storia dell’essere umano è solo un frammento infinitesimale della sua. Partendo da questa consapevolezza, Mario Tozzi le fa da portavoce, immaginando che attraverso una serie di lettere si rivolga al suo figlio prediletto, l’essere che si è autoproclamato «sapiens», per consegnargli un messaggio d’amore, ma anche un accorato avvertimento. La Terra ripercorre la propria storia, dall’origine del cosmo a oggi, illustrando i meccanismi che la governano, la geodinamica che sposta i continenti, i cicli del clima che si alternano, l’evoluzione della vita che ha plasmato ogni creatura. Ci svela così una verità scomoda: l’attuale crisi ambientale non è un incidente, ma il frutto delle scelte umane, che hanno ignorato le sue leggi fondamentali. Col tono paziente del genitore, animato da un pizzico d’ironia, il nostro pianeta ci sfida a interrogarci su un eloquente paradosso: come può la specie che si ritiene la più intelligente, l’unica in grado di sognare e creare, correre con tanta rapidità verso la propria distruzione? Ma poi, siamo davvero sicuri della nostra superiorità, dato che l’intelligenza, la creatività e persino le emozioni sono tratti condivisi con molti altri esseri viventi? In questo saggio brillante e fuori dagli schemi Mario Tozzi ci mostra quanto la nostra vita e quella della Terra siano intrecciate a doppio filo; ignorarlo significa continuare a danneggiare, forse irrimediabilmente, la nostra unica casa. Perché il vero progresso non risiede nel dominio sulla natura, ma nella capacità di coesistere in armonia con essa.

Mario Tozzi è primo ricercatore presso il Consiglio nazionale delle ricerche. È membro del Consiglio scientifico del WWF e del Consiglio direttivo del Touring Club Italiano. Ha condotto numerosi programmi televisivi (su Rai3 «Gaia»; su La7 «Atlantide», «Allarme Italia» e «La Gaia Scienza»; su Rai1 «Fuori Luogo»). Attualmente conduce su Rai3 il programma di divulgazione scientifica «Sapiens – Un solo pianeta». Scrive su «La Stampa» e «QuiTouring». Ha collaborato con «National Geographic», «Vanity Fair», «Oasis». Tra i suoi libri ricordiamo Italia segreta (2008), Pianeta Terra ultimo atto (2012), Tecnobarocco (2015), Paure fuori luogo (2017), L’Italia intatta (2018), Com’è nata l’Italia (2019) e Uno scomodo equilibrio (2021) e Mediterraneo inaspettato (2022).

giovedì 5 marzo 2026

Yanez

Yanez
di Francesco Dimitri
Rizzoli libri

«Oceano Pacifico, diciannovesimo secolo. Yanez de Gomera percorre i mari con il Gabbiano di Lisbona. Ma un giorno la sua nave subisce l’assalto dei pirati. In pochi minuti, Yanez capisce che la battaglia è persa. Yanez de Gomera ha...»

Oceano Pacifico, diciannovesimo secolo. Yanez de Gomera percorre i mari con il Gabbiano di Lisbona, commerciando in sete damascate e diamanti del Borneo. Ma un giorno la sua nave subisce l’assalto dei pirati. In pochi minuti, Yanez capisce che la battaglia è persa. Yanez de Gomera ha avuto tutto dalla vita e ora è un peccato doverla abbandonare sotto i colpi di un kampilang intarsiato di diamanti. Chi lo impugna è il pirata più sanguinario delle Indie, feroce come una belva, maestoso come un dio: Sandokan, la Tigre della Malesia, al cui nome l’intero oceano trema. È l’inizio di un’amicizia come raramente è dato agli uomini di incontrare. Un sodalizio basato sull’onore, sul senso di giustizia, e suggellato col sangue. Avvincente e raffinato, un romanzo che rende omaggio al grande maestro Emilio Salgari, riportandoci al suo mondo esotico e lontano con sguardo, ironia e sensibilità contemporanei.

Francesco Dimitri (Manduria, 1981) ha pubblicato romanzi e saggi in italiano e in inglese. Dal suo primo romanzo, La ragazza dei miei sogni, è stato tratto un film con Nicolas Vaporidis, Primo Reggiani e Remo Girone. È stato definito dalla stampa inglese "uno dei più fantastici scrittori di questo tempo". Il suo romanzo The Book of Hidden Things è stato opzionato per tv e cinema. Vive tra Londra e la Puglia.

mercoledì 4 marzo 2026

Vivo male benissimo

Vivo male benissimo
di Giulio Mosca
Bompiani editore

«Hai mai fatto errori che ti sembravano irreparabili o ti sei trovato in qualche momento della vita completamente perso come se tutto intorno avesse meno senso, incapace di scrollarti di dosso una fiacca invincibile?»

Hai mai fatto errori che ti sembravano irreparabili o ti sei trovato in qualche momento della vita completamente perso come se tutto intorno avesse meno senso, incapace di scrollarti di dosso una fiacca invincibile? Se sì, questo libro è per te. Vivo male benissimo è un racconto di un’esperienza umana, un viaggio a volte da fermo a volte in corsa in mezzo ai tanti ostacoli e gioie che la vita ci offre o che noi stessi cerchiamo. Giulio Mosca, meglio conosciuto come Il Baffo, ci guida in un excursus intimo e sincero nella sua vita di trentenne alle prese con le insicurezze e le fragilità. Per la prima volta lascia alle parole il ruolo di protagoniste, ma senza rinunciare al suo tratto grafico e alle sue illustrazioni dolceamare. Queste pagine diventano allora uno specchio che riflette noi stessi nei momenti più difficili, quando sembra che la vita non faccia sconti o quando le passioni hanno la meglio sui nostri piani di vita. Alla larga da facili soluzioni o morali preconfezionate, qui c’è solo il coraggio di affrontare le piccole grandi battaglie quotidiane con autenticità e con maggior consapevolezza. Perché, alla fine, è proprio attraverso i nostri fallimenti e le nostre paure che troviamo una forza che pensavamo di non avere. Se ti sei mai sentito intrappolato tra le tue inadeguatezze, se hai mai pensato di non essere abbastanza, questo libro ti ricorderà che, in realtà, sei più forte di quanto credi. E che, forse, siamo tutti un po’ più vivi proprio grazie a quelle imperfezioni che ci fanno essere chi siamo.

Giulio Mosca noto come “ilbaffogram”, è una delle voci più influenti nel mondo dell’illustrazione italiana. Autore di graphic novel di successo come Clorofilla, Ossitocina e Salsedine (Feltrinelli Comics), ha collaborato con brand internazionali come Mikado e Vodafone, distinguendosi per uno stile unico e poliedrico. Lato social, il personaggio “ilbaffogram” conta quasi 600mila follower su Instagram.

martedì 3 marzo 2026

Non vi sarà più notte

Non vi sarà più notte
di Leonardo Colombati
Mondadori Editore 

«San Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi...»

San Pietroburgo, 1900. Vasilij “Baz” Kozlov, diciotto anni, è in partenza per Parigi, pronto a sfidare col suo reggimento Inghilterra, Francia e Germania in una partita di tennis: da quasi un secolo, infatti, a risolvere le dispute internazionali non sono più le guerre ma i tornei sportivi. Alla stazione di Berlino però entra in scena Cécile, promessa sposa di un ufficiale francese con cui il nostro eroe dovrà incrociare la racchetta… Quella partita piegherà la curva del suo destino, portandolo in America, dove diventerà marito e padre (non proprio in quest’ordine) e incontrerà gangster, spie, ballerine, politicanti, attori di vaudeville, venditori di pozioni magiche, astrofisici, divi del cinema muto, escapisti e galeotti; una folla di coloratissimi personaggi che abitano un mondo leggermente diverso dal nostro, perché l’armistizio ha favorito gli scambi tra i Paesi accelerando il progresso, e così il primo Novecento somiglia più a un romanzo di Jules Verne che a quello dei libri di Storia. Ma la pace sarà davvero perpetua? Storia di formazione e poi di guerra, racconto di mare ma anche on the road e diario di prigione, spy story e avventura post-apocalittica: Leonardo Colombati ci dà in pasto dosi massicce di Amore e Morte in un romanzo-mondo travolgente, dove convivono personaggi d’invenzione e figure reali come Isadora Duncan e Charlie Chaplin, Harry Houdini e il kaiser Guglielmo, tutti al servizio di Baz Kozlov, il superstite, che tenta fino alla fine di opporre al corso degli eventi la sua ottusa fiducia nella bontà dell’animo umano, con la speranza di ritrovare, al termine della sua odissea, l’unica persona che può davvero salvarlo.

Leonardo Colombati (Roma, 1970) ha pubblicato i romanzi Perceber (Sironi, 2005 – Fandango, 2010), Rio (Rizzoli, 2007), Il re (Mondadori, 2009), 1960 (Mondadori, 2014), Estate (Mondadori, 2018) e Sinceramente non tuo (Mondadori, 2022) e raccolto i suoi saggi letterari in Scrivere per dire sì al mondo (Mondadori, 2021). Ha curato i volumi Bruce Springsteen. Come un killer sotto il sole (Sironi, 2007 – Mondadori, 2021) e La canzone italiana 1861-2011. Storia e testi (Mondadori-Ricordi, 2011). Ha collaborato con diverse testate, tra cui il “Corriere della Sera”, “Il Messaggero”, “Grazia”, “IL” e “Vanity Fair”. È condirettore della rivista letteraria “Nuovi Argomenti” e vicepresidente del Premio letterario Viareggio-Répaci. Nel 2015, con Emanuele Trevi ha fondato l’Accademia Molly Bloom, scuola di scrittura creativa di cui è rettore.

lunedì 2 marzo 2026

Italiani veri. Storia evolutiva e genetica del nostro Paese

Italiani veri.
Storia evolutiva e genetica del nostro Paese
di Giacomo Moro Mauretto
Mondadori libri

«Noi italiani ci raccontiamo, come altre nazioni moderne, di appartenere a un territorio ben definito, a una cultura coesa. Ma è proprio così? Siamo davvero i discendenti dei primi...»

Noi italiani ci raccontiamo, come altre nazioni moderne, di appartenere a un territorio ben definito, a una cultura coesa, a una storia lineare fatta di antenati che hanno vissuto per millenni nella nostra penisola comportandosi più o meno come continuiamo a fare noi oggi. Ma è proprio così? Siamo davvero i discendenti dei primi Sapiens che hanno messo piede in Italia oltre 40mila anni fa o, addirittura, è rimasta qualche traccia nel nostro DNA di quello dei Neanderthal che abitavano ancora prima le nostre terre? Ogni elemento che consideriamo parte della nostra identità – il territorio in cui viviamo, le persone da cui discendiamo, le tradizioni che ci definiscono – ha una storia ben più complessa e intrecciata di quanto immaginiamo. Le innovazioni tecnologiche degli ultimi vent’anni, per esempio, ci hanno permesso di scoprire che la maggioranza dei nostri antenati neanche era in Italia fino a 5000 anni fa o che le piante e gli animali che ci circondano hanno viaggiato attraverso continenti prima di radicarsi qui. Giacomo Moro Mauretto, con il suo stile chiaro, accurato e scorrevole, ci accompagna in un viaggio nel tempo lungo milioni di anni in cui, attraverso la genetica, l’archeologia, la paleoantropologia, la biologia e la botanica, ricostruisce chi sono davvero gli homo che hanno vissuto all’interno di quei confini che solo da qualche secolo chiamiamo Italia. Non esiste e non è mai esistito il “sangue italiano” o una stirpe genetica italiana che possa essere distinta da altri gruppi. Molto di quello che ci permette di identificarci (genetica, territorio e cultura) come italiani ha spesso radici molto più recenti di quanto pensiamo. Nessuno può, insomma, considerarsi un italiano vero, ma capire da dove veniamo e chi, forse, diventeremo è l’unico modo per capire chi siamo davvero.

Giacomo Moro Mauretto, in arte Entropy for Life, è dottore in Biologia evoluzionistica. Negli ultimi anni, attraverso i suoi canali social, si è dedicato alla divulgazione scientifica. Ogni giorno, con i suoi video, racconta con chiarezza e un rigoroso approccio scientifico di animali, piante, evoluzione e questioni ambientali. Nel 2023 per Mondadori ha pubblicato Se pianto un albero posso mangiare una bistecca?.

venerdì 27 febbraio 2026

Nel nome del Re Sole. Cenni storici su crimini, danni e angherie del nemico nel Piemonte in guerra e nell'alta Italia

Nel nome del Re Sole
Cenni storici su crimini, danni e angherie del nemico nel Piemonte in guerra e nell'alta Italia
di Alessandro Mella
Marvia Editore 

«La Guerra di Successione Spagnola, premessa indiretta del futuro Risorgimento italiano, fu un evento che mutò sensibilmente la storia d’Italia. I testimoni sono, indirettamente, i contadini, i sacerdoti, gli artigiani...»

La Guerra di Successione Spagnola, premessa indiretta del futuro Risorgimento italiano, fu un evento che mutò sensibilmente la storia d’Italia. Molti volumi pregevoli sono stati scritti da illustri studiosi ed il tema è stato oggetto di numerose importanti pubblicazioni. Alessandro Mella, tuttavia, ha voluto raccogliere in una sola monografia, per Marvia Edizionidi Voghera, le tracce lasciate dalla storiografia locale e non solo relative alle azioni deprecabili compiute dal nemico durante la sua marcia verso Torino e le altre città, la sua permanenza nel territorio ducale e l’affannosa ritirata. Non senza alcuni cenni sull’impatto in alcune zone della Lombardia, del Trentino, del Friuli, etc... Per documentare il costo di quella vittoria, quasi insperata, che procurò a Casa Savoia la corona regia e le basi per unire politicamente, il secolo successivo, la penisola italiana. I testimoni sono, indirettamente, i contadini, i sacerdoti, gli artigiani, i bottegai e solo dopo i militari. Cioè quel popolo travolto dalla bufera della guerra. Un popolo presente e ferito ma non privato delle sue fortissime identità e dignità.

Alessandro Mella, nato nel 1982 a Carignano, vive a San Carlo Canavese (TO). È stato vigile del fuoco volontario dal 2002 al 2018, svolgendo servizio operativo e occupandosi di ricerca e divulgazione storica nel settore. Nel tempo, ha esteso il suo interesse alla storia nazionale ed europea, cui ha dedicato volumi, libri e decine di saggi, articoli e monografie nonché numerose partecipazioni a opere di altri autori. È spesso relatore in incontri culturali e storici. Nel luglio 2017 è stato eletto presidente dell’Ass. Studi Storici Giovanni Giolitti di Cavour ed è da anni impegnato nello staff dei “Caffè Culturali Viù” alle cui attività concorre. È consigliere comunale presso il comune di Viù (TO). È Consultore del Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà Italiana. È Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È autore di: Uniformi dei vigili del fuoco 1938-1945, Parma, 2004; Uniformi e distintivi dei vigili del fuoco 1900-1965, Voghera, 2008; I vigili del fuoco e l’invasione di Malta, Voghera, 2009; Oltre ogni confine, Roma, 2010; Il mistero del Maresciallo Ney, Viterbo, 2011; Vigili del fuoco in posa (con C. Di Francesco), Voghera, 2012; Le campane del fuoco, San Maurizio C.se, 2016; Viva l’Imperatore! Viva l’Italia! Le radici del Risorgimento: Il sentimento italiano nel ventennio napoleonico, Roma, 2016; Dalle Valli di Lanzo alla Nuova Italia. Note Storiche su Giovanni Rastelli, Collegno, 2017.

giovedì 26 febbraio 2026

Perché contare i femminicidi è un atto politico

Perché contare i femminicidi è un atto politico
di Donata Columbro
Giangiacomo Feltrinelli Editore 

«Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri?»

Contare i femminicidi non è un esercizio di precisione statistica, ma un atto politico.In Italia, non esiste un registro ufficiale dei femminicidi, e il modo in cui vengono classificati gli omicidi di donne rispecchia un sistema che spesso minimizza la violenza di genere. Chi decide cosa contare? E soprattutto, chi ha il potere di negare la rilevanza dei numeri?In Perché contare i femminicidi è un atto politico, Donata Columbro, giornalista e divulgatrice esperta di dati, decostruisce l’idea della neutralità statistica e mostra come il conteggio dei femminicidi sia una questione di potere e resistenza. Attraverso un resoconto tra storia, giornalismo d’inchiesta e attivismo, Columbro esplora il modo in cui i femminicidi vengono registrati nei dati ufficiali e rivela molto sulla percezione istituzionale della violenza di genere. In Italia, l’assenza di un registro ufficiale implica che la violenza sulle donne venga inglobata in statistiche più generali, rendendo difficile una lettura chiara del fenomeno. Per questo motivo, il lavoro di raccolta dati condotto dai movimenti femministi e dalle associazioni assume un’importanza cruciale. A livello internazionale, esperienze come quelle di Brasile, Argentina e Messico dimostrano quanto il monitoraggio dal basso possa essere efficace nel denunciare e contrastare il problema. Questo approccio rientra nel cosiddetto “femminismo dei dati”, una prospettiva che vede nella raccolta e nell’analisi dei numeri uno strumento di giustizia sociale e attivismo politico, capace di sfidare le narrazioni ufficiali e proporre un cambiamento concreto.Perché contare i femminicidi è un atto politico non è solo un’analisi tecnica, ma un appello a riconoscere la violenza di genere anche attraverso le sue rappresentazioni numeriche. Perché i numeri sono storie, le statistiche sono strumenti di potere, e contare significa dare visibilità a chi non ha voce.Contare i femminicidi non è solo statistica, ma un atto politico. “Il femminicidio non è un fatto privato, ma l’espressione di una violenza e di un abuso di potere sostenuto dalla struttura patriarcale delle istituzioni e di una cultura che vede l’egemonia maschile come normale, statisticamente e socialmente.”

Donata Columbro è giornalista, divulgatrice e scrittrice. Per il suo modo accessibile e inclusivo di divulgare la cultura dei dati è stata definita una “data humanizer”. Collabora con diverse testate tra cui “SkyTG24”, “Lucy sulla cultura” e “Internazionale”. È docente a contratto per l’Università Iulm di Milano e per l’Università della Svizzera italiana a Lugano.Insegna data journalism al Master di giornalismo di LUISS e tiene un corso di Data Storytelling per la Scuola Holden. Ogni mercoledì pubblica una newsletter su dati, algoritmi e tecnologia (tispiegoildato.it). È autrice dei libri Ti spiego il dato (2021), Dentro l’algoritmo (2022) e Quando i dati discriminano (2024).

mercoledì 25 febbraio 2026

Aboliamo il suffragio universale

Aboliamo il suffragio universale
di Roberto Lipari
Mondadori libri

«Non posso vivere tutta la mia vita schiavo di una recensione. Soprattutto oggi, che si recensisce tutto. Su  trovi la valutazione anche del Duomo di Milano: 2 stelle e mezzo, motivazione: 'Bello, ma poca ombra'....»

"Io vorrei essere libero. Ma nello stesso tempo il consenso è alla base del mio mestiere. Quindi è davvero difficile stare in questo limbo. Non posso vivere tutta la mia vita schiavo di una recensione. Soprattutto oggi, che si recensisce tutto. Su Google trovi la valutazione anche del Duomo di Milano: 2 stelle e mezzo, motivazione: 'Bello, ma poca ombra'. Si poteva aggiungere 'Come mai quel cretino che l'ha progettato non ha previsto una bella tettoia lungo la facciata?'. Non posso neanche pensare che l'opinione della gente non sia importante. Quindi vi propongo una via di mezzo. Io scrivo in questo libro quello che mi va, libero e felice però Sia nel caso in cui questo libro vi dovesse piacere o nel caso contrario, voi scrivete su Google una bella recensione piena di complimenti. Così io non avrò il timore di dire qualcosa solo per non dispiacervi. Anzi, vi facilito il lavoro: Aboliamo il suffragio universale. E altre opinioni impopolari è una lettura che consiglio a tutti. Si ride, si pensa e sembra di fare un viaggio all'interno dell'animo umano dove Roberto è il nostro Virgilio e noi il suo Dante." Questa è solo una delle tante opinioni impopolari che affollano Aboliamo il suffragio universale di Roberto Lipari. Paradossi, provocazioni, tripli salti mortali comici che in piccoli monologhi di poche pagine demoliscono pezzo dopo pezzo ogni ambito del nostro mondo contemporaneo: politica, amore, famiglia, tecnologia...

Roberto Lipari, il suo esordio nel cabaret è avvenuto a Palermo nel duo "Sale e Pepe", con Antonio Pepati. Diventato virale con alcuni video sul web, venne selezionato nel 2016 nel cast di Eccezionale veramente, show de LA7 per giovani attori comici, che vinse classificandosi primo. Dallo stesso anno entrò nel cast di Colorado, per due stagioni consecutive. Nel 2017 prese parte alla seconda edizione di Eccezionale veramente nelle vesti di ospite fisso e co-conduttore e debuttò sia al cinema, con un piccolo ruolo nel film Classe Z, sia a teatro, con un fortunato spettacolo di stand up comedy, Battipanni Lipari tutto!

martedì 24 febbraio 2026

Come si va in guerra

Come si va in guerra
di Manlio Graziano
Mondadori libri

«In un’epoca in cui si parla sempre più spesso di guerra – persino di un possibile conflitto mondiale o nucleare – il rischio più subdolo è la sua banalizzazione. Da una parte il riarmo di molti paesi suscita ansia, dall’altra...»

In un’epoca in cui si parla sempre più spesso di guerra – persino di un possibile conflitto mondiale o nucleare – il rischio più subdolo è la sua banalizzazione. Da una parte il riarmo di molti paesi suscita ansia, dall’altra le immagini di città rase al suolo e le dichiarazioni infuocate producono assuefazione. In questo clima, il segretario generale della NATO Mark Rutte invita a adottare un wartime mindset, a prepararsi mentalmente al conflitto che potrebbe attenderci. Per non lasciarsi travolgere, è necessario porsi una domanda: come si va in guerra? Partendo dall’esperienza storica, Manlio Graziano esplora i meccanismi di manipolazione psicologica e ideologica che spingono individui e società non solo ad accettare la guerra, ma perfino a invocarla. Dalla costruzione del nemico all’illusione rassicurante di essere sempre dalla parte del giusto, dalle dinamiche identitarie alla potenza emotiva della paura, il libro indaga come il conflitto trovi terreno fertile nei nostri automatismi mentali. Parallelamente, Graziano ricostruisce il processo di deterioramento degli equilibri internazionali: l’erosione della cooperazione tra grandi potenze, l’esplosione di crisi regionali, il moltiplicarsi dei «governi degli incapaci» che non possono che aggravare la situazione. Ci offre così una chiave storica per interpretare gli attuali rapporti di forza, gli interessi economici, le visioni del mondo che alimentano lo scontro e trasformano un conflitto tra grandi potenze in un esito pensabile, persino plausibile. Il risultato è un saggio essenziale per orientarsi nel presente e guardare al futuro con più consapevolezza. Con rigore, ampiezza di sguardo e la necessaria distanza critica, Graziano ci accompagna dentro la seduzione della guerra per mostrarci come ci siamo arrivati, e come possiamo ancora resisterle.

Manlio Graziano, analista geopolitico, è stato docente alla Paris School of International Affairs di SciencesPo, alla Sorbona e all’American Graduate School. Insegna all’Università Bicocca di Milano, al Geneva Institute of Geopolitical Studies e all’Université ouverte di Versailles. Dirige il Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis, scrive sul «Corriere della Sera», «Appunti di Stefano Feltri», «Gnosis» e «International Affairs Forum». È autore di numerosi saggi e monografie, tradotti in varie lingue, tra cui: Italia senza nazione? (2007), Guerra santa e santa alleanza (2015), L’isola al centro del mondo (2018), Geopolitica (2019), Geopolitica della paura (2021). Da Mondadori ha pubblicato Disordine mondiale (2024).

lunedì 23 febbraio 2026

Le ragazze di Tunisi

Le ragazze di Tunisi
di Luca Bianchini
Mondadori libri

«"Non conoscevo davvero la storia della famiglia di mia madre, finché un giorno ho iniziato a fare domande."
Luca Bianchini Tunisi, 1959-1961. I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l’America...»

Chi era lei? Era siciliana? Era italiana? Era francese? In realtà si sentiva una ragazza di Tunisi.

«Non conoscevo davvero la storia della famiglia di mia madre, finché un giorno ho iniziato a fare domande.» Luca Bianchini Tunisi, 1959-1961. I Brancata sono una delle tante famiglie di origine siciliana che in Tunisia hanno cercato l’America, e non sempre l’hanno trovata. In compenso hanno convissuto pacificamente con i francesi, che fino ad allora comandavano, insieme a tunisini, ebrei e maltesi. In questa cornice cosmopolita, Maria – una bella trentottenne fiera e determinata – vede le sue tre figlie adolescenti diventare grandi. È lei che si occupa di loro perché suo marito lavora in campagna ed è quasi sempre sola. Per far fronte alle difficoltà economiche si dedica a piccoli lavori di sartoria in casa, nel quartiere di Borgel, al pianterreno di una palazzina che si affaccia su un cortile dove tutti conoscono tutti. Al piano di sopra, un vedovo silenzioso la corteggia con discrezione, ma lei è troppo occupata a tener d’occhio le sue ragazze, innanzitutto Anna, la primogenita. Sedici anni, Anna ama leggere e guardare le navi all’orizzonte e frequenta una delle migliori scuole di Tunisi grazie allo zio Jojo, il mascalzone latino di famiglia, che le paga gli studi. Per lei l’amore è ancora qualcosa di irraggiungibile, ma per fortuna ha Marinette, l’amica francese che le apre le porte di un mondo fatto di cinema, bei vestiti e passeggiate in Avenue de France. Sempre tra i piedi, ci sono le sue sorelle: Vitina che in apparenza pensa solo a cantare e a fare ginnastica, e Pupetta, il grillo parlante della famiglia. Tutto intorno, una città vivace in cui i nostri protagonisti si muovono in un tempo sospeso tra malinconia e incertezza: con l’indipendenza della Tunisia per molti si avvicina la stagione degli addii. Ma è proprio la paura del cambiamento ad accendere i cuori, far nascere nuove storie e svelare segreti, in un microcosmo fatto di zii rancorosi, vicini curiosi, couscous a volontà e serate trepidanti davanti alla tv. Le ragazze di Tunisi è un romanzo coloratissimo che emoziona e sorprende. Luca Bianchini mescola ricordi familiari ad aneddoti esilaranti in una storia comune a molti italiani. Sarebbe stato un peccato non raccontarla.

Luca Bianchini è nato l’11 febbraio del 1970 a Torino. Continua a scrivere in cucina, anche se non ha ancora imparato a friggere come sua madre. Dal 2003 Mondadori ha pubblicato tutti i suoi romanzi: Instant love, Ti seguo ogni notte, la biografia di Eros Ramazzotti, Eros – Lo giuro, Se domani farà bel tempo, Siamo solo amici, Io che amo solo te e La cena di Natale – da cui sono stati tratti due film di grande successo – , Dimmi che credi al destino, Nessuno come noi – portato l’anno successivo sul grande schermo -, So che un giorno tornerai, Baci da Polignano, Le mogli hanno sempre ragione e Il cuore è uno zingaro.

venerdì 20 febbraio 2026

La strega di Antey

La strega di Antey
di Federico Mantegari
Edizioni Pedrini

«Le pagine di questo volume uniscono la ricerca storica con diverse leggende valdostane. C'era un tempo in cui le pietre avevano una loro voce; anche il vento che urlava tra le lose delle baite o...»

Le pagine di questo volume uniscono la ricerca storica con diverse leggende valdostane. C'era un tempo in cui le pietre avevano una loro voce; anche il vento che urlava tra le lose delle baite o la valanga che muoveva le rupi e i boschi, sapevano narrare le loro storie. Come l'acqua del torrente che conteneva i fantasmi di fate senza nome, o il ghiaccio lacerato dall'inquietudine delle anime in pensa. Ogni suono, o luce, o colore, erano depositari di una tradizione più antica delle genti della montagna che in quell'universo avevano la loro atavica simbiosi con l'ambiente circostante. Così viene trasformata la storia della Strega di Antey e altre conte basate su personaggi realmente esistiti o di fantasia, tra le quali: San Grato e i suoi custodi; Il fabbro maledetto; Il tesoro dou Djablo; Un ospite illustre a palazzo Bich; Melograno insanguinato; Quando la guerra salì a La Magdeleine; Veterani di Napoleone a Torgnon.

Federico Mantegari nasce ad Aosta nel 2007, vive a Châtillon e frequenta il V anno del liceo linguistico Édouard Bérard ad Aosta. È attratto dalle materie umanistiche, in particolare dalla letteratura e dalla storia, soprattutto quella valdostana, in quanto ama la sua Valle: gli usi, la lingua, le tradizioni e la toponomastica, da qui l’idea di cimentarsi nella scrittura del suo primo romanzo storico “Il Segreto dei Trèves -custodi del Graal” - Edizioni Pedrini presentato con firma copia al Salone del libro di Torino del 2023 e il 31.05.2025 gli è stata conferita la menzione d’onore dal Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Alda Merini. Ha scritto successivamente i racconti “Il tesoro nascosto” inserito nell’e-book “Issogne un Castello da raccontare- Neos edizioni srl, “Il fabbro maledetto” inserito nell’antologia “Châtillon si racconta” Edizioni Pedrini e “Melograno insanguinato” inserito nell’antologia “Eccellenza letteraria 2024” VJ Edizioni. Pratica la pallacanestro e lo sci. Adora leggere, viaggiare e conoscere lingue e culture diverse, anche se nel cuore ha sempre la sua amata Valle d’Aosta.

giovedì 19 febbraio 2026

Il vizio di Pietro. Confessioni di un pescatore irrequieto

Il vizio di Pietro.
Confessioni di un pescatore irrequieto
di Armando Quazzo
Edizioni Pedrini

«Inutile per chi cerca istruzioni, segreti o mappe del fiume con la X del tesoro: non migliorerà la vostra tecnica, né vi aiuterà a catturare più pesci. Dannoso per chi non pesca, perché potrebbe...»

"Il vizio di Pietro" è un libro inutile e dannoso.Inutile per chi cerca istruzioni, segreti o mappe del fiume con la X del tesoro: non migliorerà la vostra tecnica, né vi aiuterà a catturare più pesci. Dannoso per chi non pesca, perché potrebbe far nascere un amore incurabile per un vizio antico, travolgente e monomaniacale: la pesca con la mosca artificiale.Armando Quazzo, pescatore irrequieto e cronista di questo assurdo e meraviglioso cosmo, racconta cosa succede quando la pesca a mosca smette di essere un hobby e diventa un modo di guardare il mondo. Dentro ci sono trote beffarde, salmoni con più carattere di molti esseri umani, amicizie cementate nell'acqua fredda, cadute, folgorazioni, rimpianti e quei rarissimi momenti in cui tutto funziona ed il tempo si ferma.Se volete scoprire com'è possibile rovinarsi (in meglio) l'esistenza inseguendo un pesce, questo è il libro giusto. Un libro per chi pesca, per chi avrebbe voluto farlo e per chi sa che certe passioni non si scelgono, si fanno avanti da sole.

Armando Quazzo, manager, autore di libri di pesca e giornalista pubblicista, ha collaborato con riviste italiane, scozzesi, spagnole e statunitensi. Pescatore fin da bambino, è stato stregato dalla pesca del salmone atlantico con la mosca artificiale.

mercoledì 18 febbraio 2026

La giustizia italiana in 10 risposte

La giustizia italiana in 10 risposte
di Gherardo Colombo
Garzanti libri

«Come funziona davvero la giustizia nel nostro Paese? Che cosa significa essere «uguali davanti alla legge»? Chi decide se una norma è giusta, e cosa accade quando le leggi entrano in conflitto con la Costituzione?»

Come funziona davvero la giustizia nel nostro Paese? Che cosa significa essere «uguali davanti alla legge»? Chi decide se una norma è giusta, e cosa accade quando le leggi entrano in conflitto con la Costituzione? Avvertendo l’esigenza di fare chiarezza su uno dei temi più discussi e meno conosciuti della nostra vita pubblica e attingendo da una vasta esperienza in prima persona, Gherardo Colombo ci accompagna, con la passione civile che da sempre lo ispira, dentro l’architettura della giustizia italiana. Oltre a mostrare come si tengono in equilibrio poteri, garanzie e diritti, questo libro spiega, con linguaggio semplice ma rigoroso, quali sono le modifiche previste dal disegno di legge sulla magistratura, nonché le sue potenziali ricadute sul nostro modo di amministrare la giustizia e sull’equilibrio democratico. Tenendosi lontano da slogan e tecnicismi, La giustizia italiana in 10 risposte offre a tutti – non solo agli addetti ai lavori – uno strumento per capire e per poter esercitare, anche alle urne, una partecipazione più consapevole.

Gherardo Colombo ha condotto e collaborato da magistrato a inchieste divenute celebri, tra cui la scoperta della Loggia P2 e Mani pulite. Nel 2007 si è dimesso dalla magistratura per dedicarsi a incontri formativi nelle scuole, dialogando negli anni con centinaia di migliaia di ragazzi sui temi della giustizia e del rispetto delle regole. Tra i suoi libri: Il vizio della memoria, Sulle regole, Il perdono responsabile, Lettera a un figlio su Mani pulite, Il legno storto della giustizia (con Gustavo Zagrebelsky), La sola colpa di essere nati (con Liliana Segre), Anticostituzione e La giustizia italiana in 10 risposte.

martedì 17 febbraio 2026

A Carnevale ogni omicidio vale

A Carnevale ogni omicidio vale
di Maurizio Ferrini con Giovanni Fabiano
Solferino libri

«Cosa ci fa uno svizzero morto nella piazza di Fano, la mattina di San Valentino? Va bene, è periodo di Carnevale, ma uccidere qualcuno solo perché si aggirava in costume da alpino sembra un po’ eccessivo...»

Cosa ci fa uno svizzero morto nella piazza di Fano, la mattina di San Valentino? Va bene, è periodo di Carnevale, ma uccidere qualcuno solo perché si aggirava in costume da alpino sembra un po’ eccessivo. Il caso appare da subito complesso e allo stesso tempo semplicissimo al titolare del CSI di Fano (struttura investigativa in franchising): poco lontano da lì, infatti, la sera prima si è svolto il party di San Valentino della diabolica signora Coriandoli. Una femme fatale, una mantide, che mentre finge di collaborare con lui nella soluzione dei casi in realtà si dedica a oscure trame, tra cui occasionalmente il delitto – purché commesso con i crismi dell’eleganza e dello spettacolo, perché su questo la raffinata signora non transige. Tra interrogatori surreali e sfilate allegoriche, tra costumi e veleni, emergono più domande che risposte. Perché la vittima ha mangiato le famose «frittelle sbattute al muro» in una combinazione potenzialmente letale? Che ruolo ha il catering altoatesino ingaggiato per l’evento? Quale potere esercita davvero la signora Coriandoli sugli uomini del CSI? Tutti la amano, molti la temono, nessuno può accusarla… In questa avventura rocambolesca giocata sullo sfondo sfavillante del Carnevale di Fano, la casalinga più amata d’Italia sorprende e seduce nelle vesti di inquietante investigatrice.
Dando vita a un nuovo genere, il «fucsia crime», che unisce il giallo del mistero, il noir del delitto, il rosso della passione, l’oro dell’eleganza e tutti i colori dell’ironia.

Maurizio Ferrini comico e attore tra i più amati della televisione, ha debuttato a Quelli della notte di Renzo Arbore, è stato il volto di programmi cult come Domenica In e Striscia la notizia ed è ospite fisso a Che tempo che fa. Ha lavorato per il cinema con maestri come Dino Risi e Carlo Verdone. La sua Signora Emma Coriandoli è un’icona pop i cui video diventano spesso virali sui social.

lunedì 16 febbraio 2026

Prima che sia troppo tardi. Perché la super intelligenza artificiale è una minaccia per l'umanità

Prima che sia troppo tardi.
Perché la super intelligenza artificiale è una minaccia per l'umanità
di Nate Soares, Eliezer Yudkowsky
Mondadori libri

«Da quando l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite, abbiamo iniziato a delegarle compiti sempre più complessi, affascinati dalle sue capacità straordinarie. Spesso questi sistemi superano le prestazioni umane...»

Da quando l’intelligenza artificiale è entrata nelle nostre vite, abbiamo iniziato a delegarle compiti sempre più complessi, affascinati dalle sue capacità straordinarie. In termini di velocità di calcolo, analisi dei dati e resistenza alla fatica, spesso questi sistemi superano le prestazioni umane. Dove ancora non raggiungono gli standard umani è nella capacità di ragionamento. Le attuali IA infatti non «pensano» veramente, ma si limitano a riconoscere schemi, riprodurre correlazioni e generare risposte sulla base di enormi quantità di dati preesistenti. Simulano l’intelligenza, ma non la incarnano. I progressi in questo ambito di ricerca, però, sono continui e procedono con una rapidità spaventosa. Quasi tutte le aziende sviluppatrici sono già al lavoro per raggiungere il successivo stadio dell’evoluzione: le cosiddette «superintelligenze artificiali» (ASI), in grado di effettuare ragionamenti con una velocità sovrumana, di interagire con il mondo esterno e persino di riprodurre e migliorare se stesse. Chi ne caldeggia la realizzazione afferma che le ASI aiuteranno l’umanità a risolvere problemi che oggi appaiono insormontabili: dalle malattie incurabili al cambiamento climatico, dalle disuguaglianze economiche alla scarsità di risorse. Eppure, non tutti condividono questo ottimismo. Se tali sistemi dovessero davvero raggiungere un livello di autonomia tanto elevato da sviluppare obiettivi propri, chi ci garantisce che non prenderebbero il sopravvento su di noi? Nel 2023 centinaia di esperti hanno firmato una lettera aperta per avvertire di come lo sviluppo di tali intelligenze rappresenti un serio rischio di estinzione per l’umanità. Tra loro, anche Eliezer Yudkowsky e Nate Soares, che spiegano in questo libro perché si tratta di una minaccia concreta, come potrebbe realizzarsi e cosa possiamo fare per evitarla. Tra scenari immaginati (ma nemmeno troppo) e prove scientifiche, un appello urgente ad agire prima che sia troppo tardi.

Eliezer Shlomo Yudkowsky è uno scrittore, teorico dell'intelligenza artificiale e teorico delle decisioni statunitense, noto per aver divulgato l'idea dell'intelligenza artificiale amichevole, rendendola popolare

Nate Soares ricopre la carica di presidente del MIRI. Lavora nel settore da oltre un decennio, dopo aver collaborato in precedenza con Microsoft e Google. È autore di numerosi testi tecnici e divulgativi sull’allineamento dell’IA.

venerdì 13 febbraio 2026

Il mondo al contrario

Il mondo al contrario
di Roberto Vannacci 
Independently published

Analizziamo il fenomeno Vannacci non per fare il processo a un uomo o ad una posizione politica, ma svelare l'equivoco di un libro che scambia l'insubordinazione per libertà e il populismo per verità.Stiamo parlando di "Il mondo al contrario", scritto si presume da Roberto Vannacci libro che è diventato un manifesto politico più per scandalo che per merito.
Ma c’è un equivoco che attraversa le cronache: lo scambio sistematico della provocazione per coraggio e della divisa per autorevolezza.
dalla sua comunicazione, non emerge un pensatore controcorrente, bensì un uomo che ha trasformato il prestigio delle istituzioni nel proprio ufficio marketing. Il primo grande tradimento è questo: usare il peso di una storia collettiva, quella dell'Esercito, come trampolino per ambizioni personali e divisive.