giovedì 29 gennaio 2026

Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri

Tassare i milionari
Prendere ai ricchi per dare ai poveri
di Riccardo Staglianò
Giulio Einaudi editore

«Non è comunismo, ma il piú elementare buonsenso. Una piccola patrimoniale sullo 0,1% dei piú fortunati cambierebbe sanità, istruzione, la società intera. Mentre nel mondo ne parlano tutti, da noi è ancora un tabú. Perché? Mistero....»

Diffidate di chi propone soluzioni facili. Per i problemi seri ne esistono poche e la disuguaglianza economica alle stelle è senz’altro un problema serissimo. Eppure, se non soluzioni, almeno strade giuste da percorrere se ne intravedono rispetto a quelle sbagliate imboccate sin qui. Tra le piú ovvie ci sarebbe quella di ripensare il sistema fiscale in modo che torni, come prevede la nostra Costituzione, a chiedere di piú a chi ha di piú per alleggerire il carico di chi ha di meno. Oggi le cose stanno all’opposto. Il 7 per cento piú ricco degli italiani paga meno tasse di quanto faccia un onesto rappresentante del ceto medio. Per correggere la rotta si potrebbe iniziare da una misura semplice, dagli effetti rapidi e – guardando ai sondaggi – anche estremamente popolare: una patrimoniale sui multimilionari. Una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo. Questo libro prova a raccontarla meglio per far capire che sarebbe nell’interesse di tutti, ricchi compresi.

Riccardo Staglianò (Viareggio 1968) è inviato del «Venerdí di Repubblica». Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile «Reset», ha poi lavorato al «Corriere della Sera» e, da vent'anni, scrive reportage e inchieste per il settimanale di «Repubblica». Ha insegnato a lungo Nuovi media all'Università Roma Tre. Per Einaudi ha pubblicato Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016), Lavoretti. Cosí la sharing economy ci rende tutti piú poveri (2018), L'affittacamere del mondo. Airbnb è la nostra salvezza o la rovina delle città? (2020), Gigacapitalisti (2022), Hanno vinto i ricchi. Cronache da una lotta di classe (2024) e Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri (2026).

mercoledì 28 gennaio 2026

La pelle

La pelle
Che cosa significa pensare nell'epoca dell'intelligenza artificiale
di Maurizio Ferraris
il Mulino editore

«La pelle, quella che dà il titolo a questo libro, non è solo la sede della sensibilità. È anche, in quanto involucro vivente di un organismo volente, quella che si vuol vendere cara, al prezzo più alto possibile...»

«La pelle, quella che dà il titolo a questo libro, non è solo la sede della sensibilità. È anche, in quanto involucro vivente di un organismo volente, quella che si vuol vendere cara, al prezzo più alto possibile, in ogni momento della nostra vita; che ci attira verso un altro vivente per imperscrutabili questioni di pelle; o che può renderci amici per la pelle; o ancora quella che vorremmo fare o che vorremmo farci. Ossia è un impasto di sangue, sudore e lacrime che nessuna macchina potrà né vorrà mai imitare. Ciò premesso, metto in attesa la pelle e passo al silicio». Che cosa manca al burattino per diventare un bambino? Che cos’abbiamo noi che l’intelligenza artificiale non possieda? A credere a quel che si legge, niente: i computer pensano, e meglio di noi, tanto è vero che ci portano via il lavoro. Ma a rifletterci un poco, le differenze ci sono eccome. I computer non vivono, non muoiono, non hanno paura, non si annoiano, e soprattutto non vogliono. Impassibili, registrano le nostre azioni e passioni, e hanno bisogno del nostro prompt proprio come un vampiro ha bisogno di sangue. Basta saperlo, e passa la paura. Quel sangue che alimenta il web, l’intelligenza artificiale, il grande archivio della vita umana, è nostro, e deve tornare a noi. Ma questo non potrà mai aver luogo se non capiamo che quello che abbiamo scaraventato in cielo e trasformato in una entità malvagia e minacciosa siamo noi e soltanto noi, nel nostro sapere e nella nostra insipienza, nelle nostre speranze e nelle nostre disperazioni. Purtroppo. O per fortuna, se saremo capaci di cavare dei fiori da tutto quel letame.

Maurizio Ferraris insegna Filosofia teoretica all’Università di Torino, dove è presidente del Laboratorio di ontologia e di Scienza nuova. Editorialista del «Corriere della sera», ha insegnato nelle maggiori università europee, americane e asiatiche e ha scritto più di settanta libri. Con il Mulino ha già pubblicato «Immaginazione» (1996), «L’imbecillità è una cosa seria» (2016), «Postverità e altri enigmi» (2017), «Intorno agli unicorni» (2018) e «Agostino, fare la verità» (2022).

martedì 27 gennaio 2026

Una montagna di soldi. Sprechi, incompiute e affari: lo scandalo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026

Una montagna di soldi
Sprechi, incompiute e affari: lo scandalo delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026
di Giuseppe Pietrobelli
PaperFirst edizioni

«Un viaggio nella retorica nostalgica dello Spirito Italiano, negli sprechi, gli affari e gli scandali di Milano Cortina 2026, le quarte Olimpiadi italiane. È stato detto che sono “a costo zero”, mentre il contribuente pagherà 5 miliardi di euro...»

Un viaggio nella retorica nostalgica dello Spirito Italiano, negli sprechi, gli affari e gli scandali di Milano Cortina 2026, le quarte Olimpiadi italiane. È stato detto che sono “a costo zero”, mentre il contribuente pagherà 5 miliardi di euro per impianti sportivi, strade e ferrovie. È stato detto che saranno i Giochi meno costosi, mentre si spenderanno due miliardi solo per organizzarli, con un bilancio in rosso già ripianato grazie a mezzo miliardo di aiuti pubblici. È stato detto che saranno le Olimpiadi “più sostenibili di sempre”, perché diffuse sul territorio e con la quasi totalità delle opere pronte. Bugie, come dimostrano la nuova pista da bob di Cortina, le incompiute per tre miliardi di euro e la colata di cemento che si abbatterà sulle Alpi e le Dolomiti tutelate dall’Unesco, a servizio della monocultura del turismo invernale. Il libro ricostruisce una ragnatela di società, poltrone e centri di potere occupati dai signori del “circo bianco”. Ma anche le inchieste milanesi che hanno messo nel mirino Fondazione Milano Cortina, tra appalti pilotati e super-stipendi, diktat dei grandi sponsor e progetti di grattacieli, assunzioni di raccomandati e guerre di potere. Al punto da provocare l’intervento del governo Meloni, incurante dello scontro con i magistrati, pur di blindare i segreti di una società che è privata solo a parole. È l’assalto alla diligenza degli amministratori locali, il festival dell’incoerenza di ministri e politici, la solita corsa italiana contro il tempo com’è avvenuto ai tempi dell’Expo 2015. Stavolta per dare la scalata a una montagna di soldi.

Giuseppe Pietrobelli, per oltre vent'anni, come inviato speciale de Il Gazzettino, si è occupato di politica, costume e cronaca, raccontando fatti e misfatti del Nordest, e non solo. La seconda vita giornalistica lo ha portato a scrivere per Il Fatto Quotidiano. Ha pubblicato Gli anni delle toghe (con Antonio Franchini, Marsilio Editore 2009) e Navi di amianto (con Lino Lava, Oltre Edizioni, 2017).

lunedì 26 gennaio 2026

Il nido del corvo

Il nido del corvo
di Piergiorgio Pulixi
Giangiacomo Feltrinelli Editore

«Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende...»

Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro.
Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana.
Il nido del corvo è il big bang di un universo narrativo in espansione, nelle cui pieghe si muovono anche i personaggi del precedente romanzo, La donna nel pozzo. Ogni libro diventa il tassello di un mosaico più grande, racconto di un mondo che svela connessioni segrete, inaspettate, imprevedibili, ma che rapisce e cattura ugualmente chi vi entra per la prima volta, inaugurando un viaggio nella crime fiction di cui sentiremo parlare nei prossimi anni.
Era l’Artista. A caccia della vittima perfetta.

Piergiorgio Pulixi è tra le voci più autorevoli della crime fiction europea. I suoi romanzi sono tradotti in ventitré paesi. Si è aggiudicato numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Scerbanenco (2019) e il Prix Babelio (2025). È stato per due volte finalista al prestigioso Grand prix de littérature policière. Per Feltrinelli ha pubblicato il bestseller La donna nel pozzo e ideato il video podcast Le stanze del male.

venerdì 23 gennaio 2026

Mani legate. La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia

Mani legate
La separazione delle carriere per addomesticare la giustizia
di Antonella Mascali e Piergiorgio Morosini
PaperFirst Editore

Quali riflessi produrrebbe la riforma sulla qualità della nostra democrazia?

«Giustizia e politica. Clima da resa dei conti, alla vigilia di un referendum tra i più importanti degli ultimi trent’anni. Confermare o bocciare la riforma costituzionale a firma Meloni-Nordio? La posta in gioco è alta...»

Giustizia e politica. Clima da resa dei conti, alla vigilia di un referendum tra i più importanti degli ultimi trent’anni. Confermare o bocciare la riforma costituzionale a firma Meloni-Nordio? La posta in gioco è alta. Il testo non si limita a separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri. Che è già un dato di fatto. Ambisce a mutare l’equilibrio tra poteri dello Stato e a liberare la politica da ogni controllo. Smantella quelle garanzie volute dai costituenti nel 1948, per affrancare i magistrati da qualsiasi condizionamento e creare i presupposti per renderli imparziali. I sostenitori del “sì” promuovono un’idea di magistratura allineata alla maggioranza di turno. Affermano che avremo una giustizia più efficiente. Sarà così? Saremo tutti uguali davanti alla legge? Ci saranno argini all’arbitrio di chi comanda? Sono gli interrogativi a cui rispondono i due autori, anche richiamando leggi introdotte negli ultimi anni, processi della storia passata e recente, esperienze di altri Paesi e opinioni che fanno discutere l’Italia dai tempi di Mani pulite.

Antonella Mascali è giornalista di giudiziaria e politica giudiziaria per il Fatto Quotidiano. Nel 2007 ha vinto il premio cronisti Guido Vergani. Con il libro Lotta civile (Chiarelettere 2009) ha vinto il premio Com&Te. Menzione speciale al premio Marcello Torre 2009, “Per l’impegno civile attraverso ’attività di giornalista”. Nel 2010 ha pubblicato con Peter Gomez Il regalo di Berlusconi (Chiarelettere). Nel 2012 Le ultime parole di Falcone e Borsellino (Chiarelettere).

Piergiorgio Morosini è attualmente presidente del Tribunale di Palermo. Come giudice delle indagini preliminari, è stato titolare di numerosi processi ai capi storici di Cosa nostra. Si è occupato di infiltrazioni mafiose nella sanità, negli appalti, nella politica, nelle forze dell’ordine e nella giustizia. Componente del Consiglio superiore della magistratura dal 2014 al 2018. Nel 2009 ha pubblicato Il gotha di Cosa nostra: la mafia del dopo Provenzano nello scacchiere internazionale del crimine (Rubbettino). Nel 2011 Attentato alla giustizia. Magistrati, mafie e impunità (Rubbettino).

giovedì 22 gennaio 2026

Intelligenza alimentare. Torna a fidarti di te

Intelligenza alimentare.
Torna a fidarti di te
di Irene Luzi
Gribaudo Editore

«Proprio come l’intelligenza emotiva, anche questa forma di intelligenza si sviluppa ascoltando il corpo, coltivando la presenza, integrando sensazioni e conoscenze. Spesso è soffocata da decenni di condizionamenti, diete imposte e sensi di colpa...»

L’intelligenza alimentare è una facoltà innata: un sapere profondo che unisce istinto, emozioni e consapevolezza.

Proprio come l’intelligenza emotiva di Goleman o le intelligenze multiple di Gardner, anche questa forma di intelligenza si sviluppa ascoltando il corpo, coltivando la presenza, integrando sensazioni e conoscenze. Tutti ne siamo dotati, ma spesso è soffocata da decenni di condizionamenti, diete imposte e sensi di colpa: si tratta di imparare a risvegliarla, e coltivarla. Irene Luzi, psicoterapeuta, ecopsicologa e igienista naturale, mostra come riconnettersi al cibo vero, non quello ridotto a numeri, ma quello che ha ancora un profumo, un colore, una storia. Perché il nutrizionismo, con il suo approccio frammentato, ci ha insegnato a temere il cibo invece di viverlo, a calcolarlo invece di sentirlo. Al centro di questa rivoluzione silenziosa c’è il microbiota intestinale: una rete invisibile che regola umore, energia, immunità e desideri. Nutrirlo bene significa cambiare tutto, dal piatto alla mente. Intelligenza alimentare, quindi, non propone l’ennesima dieta restrittiva: è una via per tornare in sintonia con il proprio corpo, con la natura e con una forma di libertà che non ha bisogno di imposizioni. È un invito a lasciar andare la confusione e riscoprire il piacere di nutrirsi davvero.

Irene Luzi è psicoterapeuta, ecopsicologa e igienista naturale italiana. In particolare è esperta in alimentazione vegetale. Da diversi anni fa attività di divulgazione tramite la sua pagina Instagram e offre consulenze di igiene naturale, accompagnando le persone lungo un percorso di risveglio fisico ed emotivo, una svolta vegetale che le aiuta ad abbracciare uno stile di vita più sano e in armonia con la natura. Nel 2024 pubblica per Longanesi, La svolta vegetale.

mercoledì 21 gennaio 2026

Il marchio IO

Il marchio IO
di Micki Gruber con Mariagiovanna Luini
Solferino Editore

«Un altro libro su come le donne «dovrebbero essere»? No. Piuttosto, un aiuto per diventare davvero quello che si è: per decidere quali sono i propri punti di forza, per capire cosa vogliamo e per ottenerlo...»

Un altro libro su come le donne «dovrebbero essere»? No. Piuttosto, un aiuto per diventare davvero quello che si è: per decidere quali sono i propri punti di forza, per capire cosa vogliamo e per ottenerlo, non a dispetto della nostra natura, ma valorizzandola. Il «marchio IO», infatti, non è un’etichetta che qualcuno ci applica (o che ci applichiamo da sole), ma una costruzione quotidiana. Per cominciare, dobbiamo dimenticare gli stereotipi che ci imprigionano in standard di perfezione irrealistici, smontare i miti del successo femminile e mettere in pausa le pressioni esterne. Poi, pietra su pietra, dettaglio su dettaglio, ci dedicheremo a costruire una presenza professionale forte, senza tradire la nostra autenticità. In queste pagine troverete strumenti concreti: un quadro teorico chiaro accompagnato da tecniche ed esercizi pratici, facili da applicare e da seguire. Come gestire al meglio una riunione, come rifiutare un invito senza sentirci in colpa, come affrontare un’emergenza sul lavoro, come contrattare un compenso migliore, e soprattutto come accorgerci se il nostro «marchio IO» ci corrisponde davvero, pronte a cambiarlo se ne sentiamo la necessità. Questo libro disegna un percorso verso la consapevolezza di sé che permette di essere forti, audaci e flessibili, e di adattarsi alle situazioni mantenendo i propri valori. Coniugare generosità e determinazione, ambizione e grazia, rigore e popolarità non è impossibile: è un lavoro quotidiano, che comincia da noi.

Micki Gruber è coach e supervisora, esperta in comunicazione, leadership e sviluppo organizzativo. Lavora con persone, team e top management, offrendo coaching strategico e formazione su personal branding, gestione dei conflitti e innovazione. Con un background in marketing e PR, è attiva in progetti di mentoring, con particolare attenzione alla valorizzazione delle carriere femminili.

martedì 20 gennaio 2026

Quasi farcela

Quasi farcela
di Conor Niland
Mondadori libri

«I grandi del tennis sono conosciuti con il loro nome di battesimo – Roger, Rafa, Serena -, mentre noialtri siamo conosciuti con un numero: quello del piazzamento nel ranking. La classifica mondiale determina con chi giochi, e quanti soldi guadagni...»

“I grandi del tennis sono spesso conosciuti con il loro nome di battesimo – Roger, Rafa, Serena -, mentre noialtri siamo conosciuti con un numero: quello del piazzamento nel ranking. Molto più che in qualsiasi altro sport, la classifica mondiale determina con chi giochi, dove giochi e quanti soldi guadagni. I tennisti hanno un rapporto profondo e duraturo con il loro miglior ranking.”A sedici anni, Conor Niland è stato scelto per allenarsi con Serena Williams alla celebre accademia di Nick Bollettieri. Conor, numero uno tra gli juniores irlandesi, aveva nostalgia di casa. Serena, anche lei sedicenne, una casa la possedeva già, proprio accanto a quei campi. Con questo memoir, Conor Niland ci introduce nel mondo esclusivo del tennis professionistico: un universo in cui poche decine di top player super-ricchi – che viaggiano scortati da grandi entourage – dividono la scena con il restante 99% dei giocatori: tennisti che vivono il circuito in solitudine e i cui guadagni a malapena coprono le spese. Niland sa cosa significa trovarsi nello spogliatoio quando entra Roger Federer (“Ciao, bonjour, hello!”) e ha assaporato la sensazione terribilmente sublime di affrontare Novak Djoković nello stadio di tennis più grande del mondo. Non è riuscito a raggiungere la vetta, ma durante gli anni trascorsi nel circuito ha vissuto esperienze e raccolto storie che nessun cronista sportivo potrebbe mai raccontare. Il risultato è un ritratto inedito del circuito tennistico professionistico, delle dinamiche sociali ed economiche su cui si regge, e delle tante zone d’ombra tra scommesse, doping e sacrifici spesso senza ricompensa. Pagine divertenti e a tratti dolorose che offrono uno sguardo privilegiato e autentico sull’ambiente spietatamente competitivo del tennis, ma anche una riflessione sulle occasioni mancate per un soffio.

Conor Niland è cresciuto a Limerick ed è stato per molti anni il miglior tennista irlandese, sia da juniores che da professionista. Da giovane ha battuto Roger Federer – e conserva ancora gli appunti del suo allenatore su quel match. La sua carriera ha raggiunto l’apice nel 2011, quando è entrato nel tabellone principale di Wimbledon e dello US Open. Vive a Dublino con la moglie e i due figli ed è il capitano della nazionale irlandese di Coppa Davis. Con questo libro nel 2024 ha vinto il premio “William Hill Sports Book of the Year”.

lunedì 19 gennaio 2026

Scrivere al tempo di Chatgpt Articoli, temi, tesine, mail, lettere d'amore e prompt. Manuale per sopravvivere all'IA



Scrivere al tempo di Chatgpt
Articoli, temi, tesine, mail, lettere d'amore e prompt. Manuale per sopravvivere all'IA
di Angela Padrone
Rubbettino Editore

«L’intelligenza artificiale ci libera dalla necessità di imparare a scrivere bene? Studenti e adulti possono dimenticare temi,relazioni? I giornalisti smetteranno di scrivere articoli? E gli scrittori spariranno?»

L’intelligenza artificiale ci libera dalla necessità di imparare a scrivere bene? Nell’era di ChatGPT e dei suoi emuli, studenti e adulti possono dimenticare temi, sintesi, relazioni, mail? I giornalisti smetteranno di scrivere articoli? E gli scrittori spariranno? La risposta è no. Dopo anni di declino, cominciato con l’avvento della televisione, oggi c’è una rinascita della scrittura. La capacità di scrivere e comunicare è una competenza sempre più richiesta nel mondo del lavoro: le conoscenze tecniche diventano rapidamente obsolete, mentre le aziende cercano persone che sappiano organizzare un testo, condividere le emozioni, raccontare un’esperienza, motivare gli altri. E che riescano a imparare cose nuove. L’intelligenza artificiale, che all’inizio ha stupito e spaventato il mondo per la sua capacità di scrivere, tutte queste cose non le sa fare. E non solo perché è banale o perché sbaglia: quello migliorerà. Ma perché è nata proprio per essere prevedibile. Non avrà mai la forza e la fantasia dell’individuo. Però ChatGPT ha avuto il merito di riportare la scrittura sotto i riflettori. E ora la scrittura è decisiva anche per utilizzare l’Intelligenza Artificiale. Oggi dilaga il Prompt Engineering. Ma che cos’è il Prompt Engineering se non la capacità di porre le domande giuste alle macchine?

Angela Padrone giornalista, è laureata in Filosofia alla Sapienza di Roma. All’università, dopo la laurea, si è dedicata soprattutto allo studio della Storia Contemporanea e all’Antropologia Culturale. Poi, dopo un Master in Giornalismo alla Luiss, è entrata al «Messaggero», dove è rimasta una vita: ha cominciato come cronista alla fine degli anni ’80, ha lavorato per quasi vent’anni nell’ufficio dei Caporedattori, ed è stata per sette anni vice-Caporedattore Centrale. Nel 2022 ha iniziato a collaborare come docente a contratto con l’Università della Tuscia, dove ha insegnato Storia del Giornalismo e dove tiene un Laboratorio di Scrittura giornalistica. Ha pubblicato Precari e Contenti (Marsilio 2007), La sfida degli Outsider (2009), Imprese da Favola (2011). Ha contribuito al volume C’era una volta il Welfare State (Rubbettino 2009). 

venerdì 16 gennaio 2026

Gli italiani e il voto

Gli italiani e il voto
di Renato Mannheimer e Pasquale Pasquino
Baldini + Castoldi Editori

«L'epoca dei grandi partiti ideologici e identitari – DC e PCI su tutti –, è seguita quella dei poli, conclusasi con la caduta di Berlusconi e l’avvento dei governi tecnici, mentre la rappresentanza partitica ha...»

Dagli anni Ottanta, le trasformazioni politiche nel nostro Paese sono state molteplici e tutte hanno influenzato il rapporto degli italiani con le scelte elettorali. Se quattro grandi eventi internazionali hanno marcato questo processo – la caduta del colonialismo; il crollo dell’Urss; la crescita della Cina; i flussi migratori verso l’Europa –, i partiti politici italiani si sono sviluppati e sono mutati anche alla luce di slittamenti più sotterranei, definendo un panorama in eterno cambiamento. All’epoca dei grandi partiti ideologici e identitari – DC e PCI su tutti –, è seguita quella dei poli, conclusasi con la caduta di Berlusconi e l’avvento dei governi tecnici, mentre la rappresentanza partitica ha continuato a frantumarsi e ricomporsi attorno a nuovi attori, come il M5S e Fratelli d’Italia. I blocchi politici si sono contrapposti in forma transitoria e mutevole, stabilendo alleanze e rinnovando ostilità, formando governi e sfasciando coalizioni. Cosa ne è stato nel mentre del sentimento politico degli italiani? Come e perché è cambiato il loro rapporto con il voto? Se si registra un inequivocabile scollamento tra i partiti e il corpo elettorale, l’attitudine dicotomica dei partiti sembra trovare però un riflesso anche negli elettori. Come si combina la preoccupante crescita dell’astensionismo e della volatilità elettorale con questa forma di attiva radicalizzazione? Dopo quarant’anni da un’indagine condotta sul voto degli italiani, Renato Mannheimer torna, questa volta con Pasquale Pasquino, ad analizzare le scelte elettorali nel nostro Paese, per tentare una presa su fenomeni storici in continuo divenire. Un fotogramma scientifico e rigoroso che è anche un ritratto estremamente accurato di tutti noi.

Renato Mannheimer lavora da più di cinquant’anni nel campo delle ricerche e dei sondaggi di opinione. Fa parte dell’Advisory Board dell’istituto Eumetra. Ha insegnato in diversi atenei del nostro Paese ed è stato visiting professor in varie università europee e degli Usa. Ha pubblicato quindici libri su temi politici e sociali e numerosi articoli su riviste scientifiche italiane e straniere.

Pasquale Pasquino ha lavorato al Centre National de la Recherche Scientifique a Parigi, ha insegnato al dipartimento di Politics e alla Law School della New York University. Ora insegna alla LUISS. Le sue pubblicazioni riguardano la storia della teoria politica e costituzionale e il ruolo delle corti nelle democrazie liberali.

giovedì 15 gennaio 2026

Camminare tra le stelle

Camminare tra le stelle
di Luca Parmitano e Emilio Cozzi
Giangiacomo Feltrinelli Editore

«Perché andiamo nello spazio? Come mai stiamo lavorando per tornare sulla Luna e pensiamo di raggiungere Marte? La risposta è che vogliamo prenderci cura del nostro pianeta e del nostro futuro. Ma non solo. C’entrano anche...»

Perché andiamo nello spazio? Come mai stiamo lavorando per tornare sulla Luna e pensiamo di raggiungere Marte? La risposta è che vogliamo prenderci cura del nostro pianeta e del nostro futuro. Ma non solo. C’entrano anche i sogni e la fantasia. E pure i cartoni animati giapponesi e Guerre stellari. Parola di Luca Parmitano, che nello spazio ci è stato per davvero ed è il primo italiano ad aver comandato una missione sulla ISS e ad aver compiuto una passeggiata spaziale. Ma come ha fatto ad arrivare fin lassù? Quando è nata la sua passione per il volo? Lo racconta in questo libro scritto insieme a Emilio Cozzi, giornalista esperto di spazio. Tra chiacchiere, ricordi e aneddoti, ripercorrono insieme la vita del nostro astronauta. Scopriremo così l’attrazione per l’ignoto e com’è la giornata tipo nello spazio, dal caffè del mattino agli esperimenti scientifici; saliremo in orbita e vivremo le emozioni che si provano a guardare il nostro pianeta dal cielo. Seguendo i passi di Luca tra le stelle capiremo l’importanza di avere un laboratorio fuori dal mondo per il mondo e di far crescere in noi il desiderio di realizzare ogni sogno. Che sia andare nello spazio o qualcosa di completamente diverso. Sempre e comunque… per aspera ad astra.

Sono solo. Sospeso sopra il blu del cielo. Se anche guardassi verso l’alto per cercarmi, non riusciresti a vedermi: sono molto lontano, e sto viaggiando a 8 chilometri al secondo, 400 chilometri sopra la superficie della Terra. Per capire cosa ci faccio qui, dovrai accompagnarmi indietro nel tempo fino a quando avevo più o meno la tua età. In cinque tappe prometto di raccontarti perché donne e uomini di tutto il mondo si spingono sempre più lontani nel cosmo. E perché è importante per tutti che lo facciano. 

Allacciati le cinture. Partiamo!

Luca Parmitano, pilota collaudatore dell’Aeronautica Militare, laureato in Scienze politiche in Accademia, viene selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2009 e nel 2012 viene assegnato alla missione Volare dell’ASI, che decolla alla volta della ISS il 28 maggio 2013. Nel 2019 ha preso parte alla missione Beyond dell’Agenzia Spaziale Europea, assumendo durante la seconda  fase di permanenza il ruolo di comandante della ISS, e facendo ritorno dopo 201 giorni in orbita e quattro attività extraveicolari. Nel 2007 è stato insignito della Medaglia d’argento al valore aeronautico e nel 2022 ha ricevuto il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Per Feltrinelli ha pubblicato Camminare la stelle (2025; con Emilio Cozzi).

Emilio Cozzi,  giornalista e autore, si occupa da anni di videogiochi, tecnologia e divulgazione spaziale. Collabora regolarmente con l’ISPI, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, “Wired Italia”, “Forbes”, “Il Sole 24 Ore”. È coautore e conduttore di programmi di approfondimento come Countdown – Dallo spazio alla Terra per Sky Tg24 e Space Walks per Rai 4. Con Luca Parmitano ha pubblicato Camminare tra le stelle (2025, Feltrinelli).

mercoledì 14 gennaio 2026

Internet non è un posto per femmine

Internet non è un posto per femmine
di Silvia Semenzin
Giulio Einaudi editore

«Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lí in poi...»

Internet non è solo tecnologia: è un terreno di potere e di desiderio. Dietro l'apparente libertà della rete, si rafforzano le stesse gerarchie del mondo reale. Gli algoritmi imparano dagli stereotipi, le piattaforme monetizzano la violenza di genere, il sessismo diventa intrattenimento. Tra revenge porn e deepfake sessuali, ma insinuandosi anche nei trend e nelle estetiche piú mainstream, il patriarcato si aggiorna, si traveste da meme, prospera dentro i codici. Un saggio che smonta miti, accende pensieri e dà strumenti. Perché Internet e la tecnologia ci servono, ma ci servono liberi, sicuri e femministi.

Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lí in poi, è stato un crescendo di esclusione, sessismo, discriminazione. Silvia Semenzin racconta tutto questo con uno stile personale e coinvolgente, che intreccia dati, storia, cultura pop e teoria femminista. Dalle prime esperienze sui social fino all’impegno come sociologa e attivista ci guida in un viaggio rivelatore dentro l’anima piú oscura e misogina di Internet. Analizza le forme della violenza di genere digitale, il ruolo degli algoritmi nella diffusione degli stereotipi e la radicalizzazione emotiva e politica che avviene sempre piú spesso online, in un ecosistema dove proliferano community ultraconservatrici, influencer antifemministi e modelli estetici che, sotto una patina glamour, rafforzano e normalizzano la disuguaglianza di genere. La cosiddetta «manocultura» è ormai un fenomeno globale, alimentato da agende politiche e strategie comunicative sempre piú raffinate. Per non lasciare le nuove generazioni sole di fronte agli abissi di Internet, dobbiamo sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova capacità di immaginare il futuro. La tecnologia non è mai neutrale: va capita, criticata – e cambiata – prima che siano gli altri a decidere per noi.

Silvia Semenzin è sociologa digitale, ricercatrice e attivista femminista. Si occupa di tecnologie, genere e violenza online, con uno sguardo critico e interdisciplinare. Nel 2019 ha contribuito all'introduzione della prima legge italiana contro la condivisione non consensuale di immagini intime, e oggi collabora con istituzioni internazionali come la Commissione Europea, il Consiglio d'Europa e l'European Institute for Gender Equality, occupandosi di governance delle piattaforme e dei diritti digitali. Per Einaudi ha pubblicato Internet non è un posto per femmine (2026).

martedì 13 gennaio 2026

Basta!

Basta!
di Lilli Gruber
Solferino libri

«Pace a tutti gli uomini di buona volontà. Ma guerra agli altri. Perché ne abbiamo abbastanza. Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. Da troppo tempo siamo governati dall’internazionale del testosterone...» 

Pace a tutti gli uomini di buona volontà. Ma guerra agli altri. Perché ne abbiamo abbastanza. Aggressioni scioviniste sul web, risse, stupri, omicidi. L’invisibilità delle donne, escluse dai ruoli decisionali. In una parola: il machismo al potere. Da troppo tempo siamo governati dall’internazionale del testosterone: Trump, Putin, Xi Jinping, Milei, Erdogˇan… Risultato: un’emergenza migratoria non gestita, una crisi economica infinita, un pianeta in fiamme. E un clima di arroganza e di odio che favorisce il diffondersi del populismo e mina le istituzioni democratiche. Quindi, risparmiateci altri aspiranti autocrati con più panza che sostanza e dateci più ragazze. Sportive grintose e attiviste determinate, politiche autorevoli e capaci di vincere per tutte, non solo per se stesse. Ci riterremo soddisfatte quando avremo raggiunto i giusti obiettivi: equal pay e un 50 per cento nei Consigli di amministrazione, nei parlamenti, nei governi.
È il messaggio di Lilli Gruber, che in questo libro fa parlare i fatti: dati, storie e personaggi.
Scrive un vero e proprio reportage dal fronte della battaglia per il potere femminile. Filtra racconti e analisi attraverso la propria esperienza professionale. Delinea per le donne una strategia precisa: puntare sulle competenze, farsi valere e studiare, sempre. E chiama a raccolta anche gli uomini: perché solo cambiando insieme le regole ci potremo salvare.

Lilli Gruber, giornalista e scrittrice, è stata la prima donna a presentare un telegiornale in prima serata. Dal 1988 è stata inviata per la Rai sui fronti di guerra e ha seguito i grandi eventi dello scenario internazionale. È stata parlamentare europea dal 2004 al 2008. Dal settembre 2008 conduce Otto e mezzo su La7. Tiene una seguita rubrica di lettere sul magazine 7 del «Corriere della Sera». Tra i suoi libri ricordiamo la trilogia dedicata alla sua terra, il Sudtirolo (Eredità, Tempesta, Inganno) e il più recente pamphlet sulla pornografia Non farti fottere (2024).

venerdì 9 gennaio 2026

Intanto a Caracas

Intanto a Caracas
di Maurizio Stefanini
Paesi edizioni

«Dopo il successo di Adiós Venezuela Maurizio Stefanini, tra i massimi conoscitori di Sudamerica, riavvolge il nastro della telenovela venezuelana attraverso una cronaca aggiornata dei fatti, interviste esclusive a oppositori e disertori...»

Dopo il successo di Adiós Venezuela Maurizio Stefanini, tra i massimi conoscitori di Sudamerica, riavvolge il nastro della telenovela venezuelana attraverso una cronaca aggiornata dei fatti, interviste esclusive a oppositori e disertori, e documenti inediti. Dalla grande illusione di Juan Guaidó ai brogli elettorali di Nicolás Maduro, dagli scandali per corruzione alla repressione brutale del regime, dai desaparecidos alla pasionaria María Corina Machado. In mezzo, milioni di venezuelani che si ostinano a credere in un futuro di democrazia, benessere e libertà.

Maurizio Stefanini romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988 e autore di numerosi saggi tra cui Adiós Venezuela (Paesi Edizioni, 2019). Collabora con Il Foglio, Libero, La Ragione, Linkiesta e altre testate in qualità di specialista in America latina, Terzo Mondo, movimenti e sistemi politici comparati.

giovedì 8 gennaio 2026

Buio americano. Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump

Buio americano
Gli Stati Uniti e il mondo nell'era Trump
di Mario Del Pero
ilMulino editore

«Arrivato alla Casa Bianca Trump non ha offerto alcun messaggio inclusivo; ha soffiato sul fuoco di divisioni politiche, sociali e razziali; ha adottato un linguaggio brutale e neoimperiale...»

Arrivato alla Casa Bianca Trump non ha offerto alcun messaggio inclusivo; ha soffiato sul fuoco di divisioni politiche, sociali e razziali; ha adottato un linguaggio brutale e neoimperiale; e ha promosso un disegno che scuote l’ordine costituzionale e l’equilibrio tra i poteri. È espressione della polarizzazione degli Stati Uniti o stiamo assistendo a un assalto ai fondamenti della democrazia americana?
Donald Trump è presidente degli Stati Uniti, e il mondo si trova a fare i conti di nuovo con la sua ascesa, questa volta meno avventata della prima, più dura e determinata. Il suo arrivo al potere non è solo il risultato di un’elezione, ma di una crisi identitaria che nessuno ha davvero affrontato e che è ora visibile in ogni sua azione, e l’ultimo atto di un processo iniziato da tempo di drastica ridefinizione dell’interesse nazionale americano. Mario Del Pero, uno dei più autorevoli americanisti del nostro tempo, analizza quello che succede oltreoceano. Ogni fase di questa amministrazione chiama in causa la storia: identità, polarizzazione, sistema politico disfunzionale, crisi economica, disuguaglianze e fratture razziali. In questo contesto, Trump non è solo un prodotto della politica statunitense, ma l’acceleratore di un declino che l’America sembra non voler riconoscere.

Mario Del Pero è professore ordinario di Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti all’Institut d’études politiques - SciencesPo di Parigi, dove insegna storia globale e storia della politica estera statunitense. I suoi ultimi libri pubblicati sono: «Era Obama. Dalla speranza del cambiamento all’elezione di Trump» (Feltrinelli, 2017), «Libertà e Impero. Gli Stati Uniti e il Mondo, 1776-2016» (Laterza, 2017) e «In the Shadow of the Vatican. Texan Evangelical Missionaries in Cold War Italy» (Cambridge UP, 2025).


mercoledì 7 gennaio 2026

Anche quando nessuno ci crede. La rivincita degli underdog

Anche quando nessuno ci crede.
La rivincita degli underdog
di Gianluca Gazzoli
Mondadori libri

«"Underdog” è un termine che nello sport viene usato per indicare squadre o atleti su cui nessuno avrebbe mai puntato, quelli dati per perdenti perché partiti da una condizione di sfavore...»

“Underdog” è un termine che nello sport viene usato per indicare squadre o atleti su cui nessuno avrebbe mai puntato, quelli dati per perdenti perché partiti da una condizione di sfavore, ma che poi sbaragliano tutti e vincono nello stupore generale. Un underdog è un animale strano, perché, anche quando trionfa, poi è costretto a continuare a superarsi per dimostrare a se stesso e agli altri di meritare tutte le proprie conquiste, di non essere un fuoco di paglia. Nel bene e nel male, questo carburante emotivo e mentale lo spinge all’eccellenza, a compiere l’incredibile, a non arrendersi mai. Anche quando nessuno ci crede racconta storie di underdog, campioni dello sport, attori, giornalisti, imprenditori, artisti che con le loro vite fatte di sogni, sudore, lavoro e successo hanno ispirato Gianluca Gazzoli. Nel suo podcast “Passa dal BSMT”, infatti, Gazzoli in questi anni ha conosciuto persone fuori dal comune e ogni volta ha potuto collezionare piccoli e grandi insegnamenti, lezioni che ci possono aiutare a migliorare sia sul piano personale che professionale. In queste pagine l’autore cerca di trasmetterci quello che ha imparato e che continua a imparare confrontandosi con le grandi personalità passate dal BSMT. E lo fa soprattutto attraverso le storie di chi non ci è ancora passato ma potrebbe farlo. Vite di successo ma che, in realtà, sono nate da percorsi accidentati, composti da speranze disattese, sogni quasi infranti, fallimenti riscattati dalla voglia insaziabile di farcela nonostante tutto, anche quando ci dicono di mollare, che non vale la pena combattere per il nostro obiettivo. Da Kobe Bryant a Rick Rubin, da George Lucas a Phil Knight e tanti altri protagonisti, consigli, insegnamenti per trovare il proprio posto nel mondo. Che è lì, oltre i dubbi, le paure e i fallimenti e può essere raggiunto solo con tanta passione e lavoro, ma godendosi sempre il viaggio.

Gianluca Gazzoli è un podcaster, speaker radiofonico, conduttore televisivo e content creator. Tra i nuovi volti del mondo dello spettacolo e di una nuova generazione di presentatori, da sempre assiduo praticante e grande appassionato di sport, ha all’attivo diverse esperienze televisive e radiofoniche oltre a non aver mai rinunciato al suo percorso nel mondo del web grazie ai format da lui prodotti che lo aiutano a raccontare storie e ciò che lo circonda in totale libertà. Oltre al suo programma in diretta su Radio Deejay e le sue partecipazioni ad alcuni programmi di successo su Rai 2, Dmax e Sky, Gianluca ha creato il BSMT, un progetto creativo, fisico ed editoriale totalmente indipendente che sviluppa insieme al suo team di collaboratori. Nel 2021 per Mondadori ha pubblicato Scosse.

lunedì 5 gennaio 2026

Oltre la linea

Oltre la linea
di Paolo Pardini
Edizioni del Faro

«Un romanzo avvincente e poetico che intreccia storia e introspezione, guerra e riconciliazione, realtà e mistero. Perché, a volte, per capire chi siamo davvero, dobbiamo ascoltare le voci di chi è venuto prima di noi...»

Francesco, giornalista segnato da una grave malattia, decide di affrontare un viaggio sulle montagne del Trentino, in un’Italia ancora scossa dalla pandemia del 2020. Vuole ricostruire l’identità di un soldato caduto durante la Prima guerra mondiale, di cui ha scoperto per caso una vecchia foto tra i ricordi di famiglia. Ma ciò che inizia come una ricerca storica si trasforma presto in un viaggio di iniziazione, dove il confine tra passato e presente si fa sempre più sottile. Tra lettere ritrovate, trincee dimenticate e paesaggi avvolti dal silenzio e dalla neve, Francesco si confronta con coincidenze inspiegabili e un senso di inquietante familiarità. C’è qualcosa, o qualcuno, che lo sta guidando verso una verità rimasta sepolta per oltre un secolo? In questo viaggio in costante dialogo con un amico medico, Francesco riflette sul senso della memoria, della guerra e della propria esistenza in un mondo segnato dalla malattia e dall’incertezza. Un romanzo avvincente e poetico che intreccia storia e introspezione, guerra e riconciliazione, realtà e mistero. Perché, a volte, per capire chi siamo davvero, dobbiamo ascoltare le voci di chi è venuto prima di noi.

Paolo Pardini  ha lavorato per trent’anni come giornalista e inviato per tutte le principali testate della Rai. È stato conduttore del Tg3 e di numerosi programmi televisivi, fino a ricoprire il ruolo di responsabile dei Tg3 regionali Rai a Trento, Firenze e Milano. Ha insegnato per quindici anni giornalismo all’Università Cattolica di Milano, ha vinto alcuni premi giornalistici, come il “Guido Vergani” a Milano ed è stato autore di saggi su questa professione. Appassionato di alpinismo, ha anche pubblicato una serie di racconti dedicati alle montagne. 

giovedì 1 gennaio 2026

Zenobia. Il romanzo della regina guerriera

Zenobia.
Il romanzo della regina guerriera
di Valerio Massimo Manfredi
Mondadori libri

«III secolo d.C. Odenato, sovrano della fiorente colonia orientale di Palmira, in Siria, viene assassinato vilmente insieme al figlio Erode. Il regno spetta di diritto a Vaballato, ma l'ultimogenito del re è ancora troppo piccolo e così a sedersi sul trono è Zenobia, la giovane vedova...»

III secolo d.C. Odenato, sovrano della fiorente colonia orientale di Palmira, in Siria, viene assassinato vilmente insieme al figlio Erode. Il regno spetta di diritto a Vaballato, ma l'ultimogenito del re è ancora troppo piccolo e così a sedersi sul trono è Zenobia, la giovane vedova. I notabili di Palmira sperano che la sovrana segua le orme del marito, e confermi la politica filoromana che tanti commerci e denari ha portato nelle loro tasche, ma scoprono presto che in Oriente si è alzato un vento ben diverso: colta, ambiziosa e bellissima, abile a cavallo e nella lotta, Zenobia non vuole vivere all'ombra di nessuno, tantomeno di Roma. Perché secondo lei l'Impero è fragile, e i tempi sono maturi per l'impresa più grande mai vagheggiata prima: sconfiggere i Romani e proclamarsi imperatrice. Dal regno di Palmira inizia così una partita complessa, fatta di trame segrete, alleanze inedite e strategie astute, ma anche battaglie fulminee, attentati e sangue innocente versato: Zenobia è presto costretta a guardarsi le spalle, perché le insidie si nascondono dietro ogni volto, nemico e soprattutto amico... Valerio Massimo Manfredi torna a esplorare la storia dell'Impero Romano in terre lontane dalla capitale, ma non per questo meno intimamente legate al suo destino. Zenobia è il ritratto appassionante e appassionato di una figura straordinaria e modernissima.

Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore italiano, dopo essersi laureato in lettere classiche all’Università di Bologna è subito entrato nel mondo dell’archeologia, specializzandosi in topografia del mondo antico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato nella stessa università Cattolica dal 1980 all’86 per poi iniziare una intensa carriera accademica prima all’Università di Venezia (1987) e dopo presso la Loyola University of Chicago, all’Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona di Parigi e alla Bocconi di Milano.

mercoledì 31 dicembre 2025

L’amore è un sintomo

L’amore è un sintomo
di Leonardo Mendolicchio
Solferino editore

«Com’è possibile, al giorno d’oggi, nell’epoca della lotta per i diritti e l’uguaglianza, della libertà e dell’emancipazione sessuale, del progresso e del benessere, soffrire ancora per amore?»

Com’è possibile, al giorno d’oggi, nell’epoca della lotta per i diritti e l’uguaglianza, della libertà e dell’emancipazione sessuale, del progresso e del benessere, soffrire ancora per amore? La risposta di Leonardo Mendolicchio, scomoda e disturbante, è che l’amore è un sintomo, un meccanismo che non ci protegge dal dolore ma che ci interroga; insomma non una panacea romantica per la nostra vita. Chiamando in causa la psicoanalisi, il medico psichiatra indaga l’amore attraverso categorie nuove, smontando stereotipi e cliché, come l’idea che l’altro ci completi e che la condizione necessaria per donarsi veramente sia quella di amare prima se stessi. Provocatorio? Forse. Certo è che l’amore è un mistero, costringe ad andare oltre e al tempo stesso guardarsi dentro con pazienza e curiosità, prendere atto del proprio versante irrazionale – tendente quasi al sacro – venendo a patti con contraddizioni, vulnerabilità, fantasmi. Questo pamphlet, arricchito dalla prefazione della filosofa Maura Gancitano, è scandito da ragionamenti e asserzioni di impronta psicoanalitica, ma trae spunti e riflessioni anche da altri ambiti come la letteratura, il mito, l’attività clinica, fino ad affrontare episodi di stringente attualità. Con una prosa lucida e decisa, Mendolicchio ci mostra che a volte è inutile tentare di definirsi, perché l’amore abita le zone d’ombra, richiede di maneggiare il simbolo e il mito più che la misurazione, avvicinandoci a quella che è la lezione più importante: come recuperare nell’amore la dimensione del mistero.

Leonardo Mendolicchio, medico psichiatra psicoanalista, è membro della scuola lacaniana di psicoanalisi e dell’Associazione mondiale di psicoanalisi. Dirige due reparti per la riabilitazione e la cura dei disturbi alimentari e obesità (Riab. Adulti e Auxologia) dell’Istituto Auxologico Italiano. Supervisore scientifico della docuserie tv Fame d’amore in onda su Rai 3, è spesso chiamato in programmi televisivi e radiofonici a contribuire al dibattito su temi legati al disagio psichiatrico e psicologico. Ha già pubblicato Bisogna pur mangiare (2017), Prima di aprire bocca (2018), Il peso dell’amore (2021) e Fragili (2023), edito da Solferino e giunto alla sua terza edizione. È founder del progetto Food For Mind (www.foodmind.it).

martedì 30 dicembre 2025

Al centro dell'aula. Dalla Prima Repubblica a oggi

Al centro dell'aula
dalla Prima Repubblica a oggi
Dialogo con Paolo Pombeni
di Pier Ferdinando Casini
Il Mulino editore

«Oggi l’Europa resta l’unica carta che abbiamo per giocare da protagonisti nel mondo ed evitare che i nostri figli siano costretti a una «sudditanza felice» verso i potenti di turno...»

Oggi l’Europa resta l’unica carta che abbiamo per giocare da protagonisti nel mondo ed evitare che i nostri figli siano costretti a una «sudditanza felice» verso i potenti di turno. Si tratta di mettere in pratica le profetiche parole di Alcide De Gasperi: «Se siamo uniti saremo forti, se siamo forti saremo liberi». Eletto ininterrottamente in Parlamento dal 1983 a oggi, Pier Ferdinando Casini è un protagonista indiscusso della politica italiana. Tra le ragioni di questa sua «longevità» ci sono la capacità di comprendere il presente e quella di intuire la giusta direzione nei momenti di svolta. Questo volume presenta alcuni tra i discorsi più significativi da lui pronunciati in Parlamento, preceduti da un ampio dialogo con lo storico Paolo Pombeni in cui Casini ripercorre il suo tragitto, cominciato nella Democrazia cristiana. Il «terremoto Berlusconi» e l’avvento della Seconda Repubblica, il cambiamento degli equilibri politici con l’evoluzione della sinistra nell’esperienza dell’Ulivo, l’approdo al ruolo da lui rivestito di «voce della razionalità moderata», l’abbandono dell’area di centrodestra per agire da indipendente nel centrosinistra emergono in un racconto vivacissimo, dove scorrono tutti i personaggi che hanno animato la politica italiana. Insieme a questo, le riflessioni sulla complessità dell’evoluzione storico-politica internazionale di cui Casini è stato testimone partecipe in più di quarant’anni di vita pubblica.

Pier Ferdinando Casini è parlamentare dal 1983: deputato (1983-2013), senatore (dal 2013 a oggi), europarlamentare (1994-2001), Presidente della Camera (2001-2006), Presidente dell’Unione Interparlamentare (2005-2008). Dal 2013 al 2017 è stato Presidente della Commissione Affari esteri del Senato e, dal 2017 al 2018, Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. È Presidente onorario dell’Internazionale Democratica Cristiana (IDC). Dal 2015 insegna Geopolitica del Mediterraneo presso l’Università LUMSA di Roma. Ha pubblicato «C’era una volta la politica. Parla l’ultimo democristiano» (Piemme, 2023).