Prendere ai ricchi per dare ai poveri
di Riccardo Staglianò
Giulio Einaudi editore
«Non è comunismo, ma il piú elementare buonsenso. Una piccola patrimoniale sullo 0,1% dei piú fortunati cambierebbe sanità, istruzione, la società intera. Mentre nel mondo ne parlano tutti, da noi è ancora un tabú. Perché? Mistero....»
Diffidate di chi propone soluzioni facili. Per i problemi seri ne esistono poche e la disuguaglianza economica alle stelle è senz’altro un problema serissimo. Eppure, se non soluzioni, almeno strade giuste da percorrere se ne intravedono rispetto a quelle sbagliate imboccate sin qui. Tra le piú ovvie ci sarebbe quella di ripensare il sistema fiscale in modo che torni, come prevede la nostra Costituzione, a chiedere di piú a chi ha di piú per alleggerire il carico di chi ha di meno. Oggi le cose stanno all’opposto. Il 7 per cento piú ricco degli italiani paga meno tasse di quanto faccia un onesto rappresentante del ceto medio. Per correggere la rotta si potrebbe iniziare da una misura semplice, dagli effetti rapidi e – guardando ai sondaggi – anche estremamente popolare: una patrimoniale sui multimilionari. Una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo. Questo libro prova a raccontarla meglio per far capire che sarebbe nell’interesse di tutti, ricchi compresi.
Riccardo Staglianò (Viareggio 1968) è inviato del «Venerdí di Repubblica». Ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile «Reset», ha poi lavorato al «Corriere della Sera» e, da vent'anni, scrive reportage e inchieste per il settimanale di «Repubblica». Ha insegnato a lungo Nuovi media all'Università Roma Tre. Per Einaudi ha pubblicato Al posto tuo. Così web e robot ci stanno rubando il lavoro (2016), Lavoretti. Cosí la sharing economy ci rende tutti piú poveri (2018), L'affittacamere del mondo. Airbnb è la nostra salvezza o la rovina delle città? (2020), Gigacapitalisti (2022), Hanno vinto i ricchi. Cronache da una lotta di classe (2024) e Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri (2026).















