venerdì 30 ottobre 2026

Imperi allo specchio. Dovevamo cambiare la Russia. La Russia ha cambiato noi

Imperi allo specchio.
Dovevamo cambiare la Russia. La Russia ha cambiato noi
di Federico Fubini
Mondadori libri

« Nel suo nuovo libro, Federico Fubini ricostruisce decenni di intrecci rimasti nell'ombra tra la Russia post-sovietica e gli Stati Uniti. L'illusione americana di trasformare l'ex rivale in una democrazia...»

Un saggio avvincente che legge la crisi dell’Occidente attraverso il crollo dell’Unione Sovietica, svelando gli errori, le illusioni e le responsabilità che hanno ridisegnato gli equilibri del mondo. Un’indagine lucida e sorprendente per comprendere il presente e interrogarsi sul futuro delle democrazie liberali.
Pochi giorni dopo la morte di Leonid Brežnev, leader di un'Unione Sovietica ormai al tramonto, i funzionari del Cremlino fanno una strana scoperta. In un cassetto, tra le sue carte, spunta una lettera scritta quattordici anni prima da Jurij Andropov - l'ex capo del KGB destinato presto ad arrivare al vertice del partito - in cui questi prevedeva «entro circa quindici anni» il collasso del socialismo reale. Poche profezie storiche si sono rivelate così accurate. E anche per questo la missiva di Andropov solleva interrogativi che ci riguardano da vicino. Perché nella nostra parte di mondo - quella della democrazia liberale e dell'economia di mercato - stiamo vivendo qualcosa di simile a ciò che travolse il blocco sovietico quasi quarant'anni fa. Quanto sta accadendo attorno a noi è quindi l'equivalente occidentale della caduta del Muro di Berlino? E quali segni del nostro declino abbiamo finto di non vedere, chiudendoli in un cassetto come fece Brežnev? Nel suo nuovo libro, Federico Fubini ricostruisce decenni di intrecci rimasti nell'ombra tra la Russia post-sovietica e gli Stati Uniti. L'illusione americana di trasformare l'ex rivale in una democrazia capitalista scivola presto in errori, abusi e scandali che coinvolgono persino i grandi economisti di Harvard. Ma tutto resta avvolto nel silenzio. È così che la catastrofe sociale della Russia «democratica» finisce per ricordare quella della Germania prima di Hitler. Come allora, la potenza vincitrice ha le sue responsabilità: i consigli giunti dall'America hanno contribuito al disastro economico e umanitario che ha aperto la strada a Vladimir Putin. Fino al ribaltamento dei ruoli, in cui è la Russia a offrire il modello che l'America è arrivata inconsciamente a adottare, sostituendo la società aperta con un'oligarchia plutocratica e politici disposti a tutelarne gli interessi. Donald Trump è solo il caso più eclatante. Dato il nostro debito verso la democrazia americana, conoscere la vicenda di questi due grandi «imperi allo specchio», più simili di quanto entrambi osino ammettere, è fondamentale, perché riguarda il futuro di tutti noi.

Federico Fubini è inviato e editorialista di economia del «Corriere della Sera», di cui è vicedirettore ad personam. Da Mondadori ha pubblicato: Noi siamo la rivoluzione (2012), con cui ha vinto il Premio Estense, La via di fuga (2014) e La maestra e la camorrista (2018). Nel 2019 esce per Longanesi Per amor proprio, perché l'Italia deve smettere di odiare l'Europa (e di vergognarsi di sé stessa) e nel 2020 Sul vulcano. Come riprenderci il futuro in questa globalizzazione fragile.
Per Mondadori esce nel 2024 L'oro e la patria. Storia di Niccolò Introna, eroe dimenticato.


giovedì 29 ottobre 2026

Internet non è un posto per femmine

Internet non è un posto per femmine
di Silvia Semenzin
Giulio Einaudi editore

«Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lí in poi...»

Internet non è solo tecnologia: è un terreno di potere e di desiderio. Dietro l'apparente libertà della rete, si rafforzano le stesse gerarchie del mondo reale. Gli algoritmi imparano dagli stereotipi, le piattaforme monetizzano la violenza di genere, il sessismo diventa intrattenimento. Tra revenge porn e deepfake sessuali, ma insinuandosi anche nei trend e nelle estetiche piú mainstream, il patriarcato si aggiorna, si traveste da meme, prospera dentro i codici. Un saggio che smonta miti, accende pensieri e dà strumenti. Perché Internet e la tecnologia ci servono, ma ci servono liberi, sicuri e femministi.

Chi ha detto che la tecnologia è roba da uomini? All’inizio erano le donne a scrivere i codici, a programmare i computer. Poi qualcosa è andato storto. O meglio: qualcuno ha deciso che la rete dovesse diventare una cosa tecnica, maschile. Da lí in poi, è stato un crescendo di esclusione, sessismo, discriminazione. Silvia Semenzin racconta tutto questo con uno stile personale e coinvolgente, che intreccia dati, storia, cultura pop e teoria femminista. Dalle prime esperienze sui social fino all’impegno come sociologa e attivista ci guida in un viaggio rivelatore dentro l’anima piú oscura e misogina di Internet. Analizza le forme della violenza di genere digitale, il ruolo degli algoritmi nella diffusione degli stereotipi e la radicalizzazione emotiva e politica che avviene sempre piú spesso online, in un ecosistema dove proliferano community ultraconservatrici, influencer antifemministi e modelli estetici che, sotto una patina glamour, rafforzano e normalizzano la disuguaglianza di genere. La cosiddetta «manocultura» è ormai un fenomeno globale, alimentato da agende politiche e strategie comunicative sempre piú raffinate. Per non lasciare le nuove generazioni sole di fronte agli abissi di Internet, dobbiamo sviluppare una nuova consapevolezza e una nuova capacità di immaginare il futuro. La tecnologia non è mai neutrale: va capita, criticata – e cambiata – prima che siano gli altri a decidere per noi.

Silvia Semenzin è sociologa digitale, ricercatrice e attivista femminista. Si occupa di tecnologie, genere e violenza online, con uno sguardo critico e interdisciplinare. Nel 2019 ha contribuito all'introduzione della prima legge italiana contro la condivisione non consensuale di immagini intime, e oggi collabora con istituzioni internazionali come la Commissione Europea, il Consiglio d'Europa e l'European Institute for Gender Equality, occupandosi di governance delle piattaforme e dei diritti digitali. Per Einaudi ha pubblicato Internet non è un posto per femmine (2026).

mercoledì 28 ottobre 2026

La vita spiegata da Einstein e dal mio cane.

La vita spiegata da Einstein e dal mio cane.
Per godersi il bello che c’è
Si può ancora acchiappare il bello della vita e delle relazioni, nel nostro tempo complicato?
di Antonella Boralevi
Baldini e Castoldi libri

«Il nostro cane non patisce le mode, non subisce condizionamenti. Nulla sa e tutto sente. La sua anima benedetta tocca l’essenziale. Ed è capace di mostrarci come stare al mondo...»

Per scoprirlo, Antonella Boralevi – signora indiscussa della scrittura che indaga il presente, la società, la cultura, con l’empatia e la leggerezza di chi la vita la vive e non la osserva da lontano – ha chiesto ispirazione e sapere ai maestri della scienza, dell’arte, della filosofia, della letteratura, del cinema. Ma, soprattutto, a un mentore imprevedibile e geniale, troppo spesso sottovalutato: il nostro cane. Dall’amicizia all’amore, dal lavoro alla paura, dalla morte all’elaborazione del lutto, dalla sofferenza fisica alla ricerca della libertà, i cani sono capaci di darci esempio e sostegno per vivere le relazioni e attraversare i passaggi più segnanti dell’esistenza, perché incarnano i sentimenti allo stato puro. Il nostro cane non patisce le mode, non subisce condizionamenti. Nulla sa e tutto sente. La sua anima benedetta tocca l’essenziale. Ed è capace di mostrarci come stare al mondo, cosa cercare, come capirlo, e, infine, chi essere. Con La vita spiegata da Einstein e dal mio cane, Antonella Boralevi ci regala un tesoro di meraviglia da tenere in tasca e nel cuore.

Antonella Boralevi è autrice di romanzi, racconti, sceneggiature, saggi. Ha portato in televisione il talk show di approfondimento emotivo. Tra i suoi romanzi, Prima che il vento (2004), Il lato luminoso (2007), I baci di una notte (2013), Chiedi alla notte (2019), La bambina nel buio (nuova edizione 2019), Tutto il sole che c’è (2021), Magnifica creatura (2022). È tradotta in Germania, Francia, Giappone, Russia.

martedì 27 ottobre 2026

Il pezzo mancante. Il nucleare nel puzzle dell'energia

Il pezzo mancante
Il nucleare nel puzzle dell'energia
Possiamo permetterci una strategia energetica globale che escluda il nucleare?
di Chicco Testa e Giuseppe Zollino
Il Mulino editore

«Elettricità per case, uffici, scuole e ospedali. Energia per alimentare data center sempre più grandi. E poi trasporti, industrie. Il fabbisogno di energia affidabile, continua e...»

Elettricità per case, uffici, scuole e ospedali. Energia per alimentare data center sempre più grandi e sistemi di condizionamento necessari in un clima che cambia e diventa sempre più imprevedibile. E poi trasporti, industrie. Il fabbisogno di energia affidabile, continua e sostenibile sia dal punto di vista economico sia ambientale è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni. E mentre milioni di persone nel mondo non vi hanno ancora accesso stabile, appare sempre più evidente che le fonti rinnovabili, in particolare quelle variabili come solare ed eolico, non possono essere l’unica risposta. A completare il puzzle energetico di domani serve il nucleare. Ecco la tesi di questo libro, basata su dati ed evidenze tanto politico-economiche quanto tecnico-scientifiche. In queste pagine, due autori con percorsi e competenze complementari fondono questi aspetti per arrivare a una visione comune che tiene conto delle disuguaglianze energetiche e delle sfide della transizione verde, nonché delle tecnologie nucleari contemporanee e future. Senza sottrarsi all’ascolto delle preoccupazioni pubbliche su costi reali, sicurezza e gestione delle scorie radioattive.

Chicco Testa Politico, giornalista pubblicista, manager, già segretario nazionale e presidente di Legambiente ed ex presidente di Enel, attualmente è presidente di Assoambiente (Associazione Imprese Servizi Ambientali ed Economia Circolare). 

Giuseppe Zollino Insegna Tecnica ed economia dell’energia e Impianti nucleari a fissione e fusione all’Università di Padova. È stato presidente di Sogin, la Società pubblica responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi.

lunedì 26 ottobre 2026

Dove rinasce il sogno

Dove rinasce il sogno
di Luca Di Fulvio
HarperCollins editore

«A questo romanzo Luca Di Fulvio ha lavorato per anni. La malattia non gli ha concesso di vederlo compiuto, ma non ha spezzato ciò che aveva costruito. Raccogliendone la voce, Paola Barbato ha portato alla luce il seguito...»

L'ATTESISSIMO SEGUITO DI LA GANG DEI SOGNI DI LUCA DI FULVIO. IL GRANDE RITORNO DELL’UNIVERSO NARRATIVO CHE HA FATTO SOGNARE MILIONI DI LETTORI.

Nel 1942, nel Lower East Side, una ragazzina di nome Attila si muove tra i vicoli con la sicurezza di chi conosce ogni strada e ogni via di fuga. Pantaloni larghi e camicia da uomo, ha la lingua affilata e non abbassa mai la testa. Tutte le sere, sul pianerottolo al 320 di Monroe Street, raduna intorno a sé una piccola folla sgangherata di ragazzini. Per loro Attila riporta in vita le storie di Christmas Luminita ― la radio clandestina di Harlem, i gangster, le speranze degli ultimi ― con la stessa forza con cui lui le raccontava a tutta New York. È ciò che resta di quel sogno iniziato nel 1909, quando un neonato di nome Natale lascia la Calabria in braccio alla mamma Cetta e sbarca a Ellis Island. Non sa ancora che diventerà Christmas, che fonderà la banda dei Diamond Dogs e la prima radio indipendente di New York. Né che si innamorerà di Ruth, la ragazza a cui salverà la vita. Anche i sogni più grandi, però, vengono messi alla prova e qualcosa dentro Christmas si rompe. Così, quando la radio tace, su New York cala il silenzio. Ma in quel silenzio Attila cresce, impara a combattere e capisce che le storie non muoiono se qualcuno le tiene in vita. Come Ruth, che dall’altra parte dell’oceano, macchina fotografica al collo, consegna alla memoria gli orrori del nazismo. E mentre le donne che ama lottano per tenere accesa la speranza, Christmas cerca la forza di ricominciare. A questo romanzo Luca Di Fulvio ha lavorato per anni. La malattia non gli ha concesso di vederlo compiuto, ma non ha spezzato ciò che aveva costruito. Raccogliendone la voce, Paola Barbato ha portato alla luce il seguito delle vicende di Christmas e Ruth: un libro corale e travolgente, romanzo di formazione, storia d’amore e saga familiare, in cui il sogno resta l’unica certezza a cui non smettere di credere.

Luca Di Fulvio è stato uno scrittore, attore e drammaturgo. Ha scritto dieci romanzi editi, e due ancora inediti in Italia. La gang dei sogni, pubblicato per la prima volta nel 2008, è diventato un bestseller internazionale, con più di un milione di copie vendute nella sola Germania, e la sua seconda edizione (HarperCollins, 2024) lo ha confermato un vero e proprio caso editoriale anche in Italia. Dove rinasce il sogno è l’attesissimo seguito.

venerdì 23 ottobre 2026

I fuori classe

I fuori classe
di Giovanni Floris
Solferino editore

«L’Italia che costruì la Repubblica era un Paese povero di titoli di studio (e di tutto il resto) ma affamato di conoscenza. Quella di oggi è una nazione ricca che...»

L’Italia che costruì la Repubblica era un Paese povero di titoli di studio (e di tutto il resto) ma affamato di conoscenza. Quella di oggi è una nazione ricca che ha fatto della diffidenza verso il sapere, la scienza e la cultura quasi una bandiera. Si studia meno, si legge meno, si ragiona meno. In compenso aumentano gli slogan, i capri espiatori e i venditori di presunte soluzioni semplici. Siamo entrati nell’epoca degli ottusi e continuiamo a comportarci come se nulla stesse accadendo. Ma il conto sta arrivando: nella stagnazione economica, nella fuga dei giovani, nell’impoverimento del dibattito pubblico, nell’incapacità di distinguere i problemi dalle loro caricature. Tornano a farci paura spettri che credevamo di aver consegnato al Novecento come le guerre e le dittature. Perché una società che rinuncia al pensiero critico proprio mentre le autocrazie, la propaganda digitale e gli algoritmi ridisegnano il mondo è destinata a generare mostri – o a esserne preda. Questo libro è un atto d’accusa e insieme un appello. Attraverso storie, dati, esempi racconta come l’ignoranza sia diventata una questione politica, economica e democratica. Perché un Paese che disinveste nella scuola, disprezza gli esperti, premia l’appartenenza più della competenza e considera la cultura un lusso invece che un diritto finisce inevitabilmente per smarrire se stesso. Ma possiamo ancora ritrovarci, invertire la decrescita infelice dei cervelli, restituire alle nuove generazioni un destino di prosperità: a patto di tornare a investire, massicciamente, su ciò che ci rende davvero liberi. Spoiler: non sono le armi.

Giovanni Floris ha seguito come inviato del «Giornale Radio Rai» i maggiori avvenimenti di politica, esteri ed economia. Ha condotto “Radio anch’io”, è stato corrispondente dagli Usa nel 2002. È autore e conduttore di “Dimartedì” su La7, dopo tredici anni di “Ballarò” su Rai3. Per Solferino ha pubblicato i saggi “Ultimo banco” (2018), “L’alleanza” (2019), “L’essenziale” (2023), “Asini che volano” (2025), “I fuori classe” (2026) e il romanzo bestseller “Il Gioco” (2022).

giovedì 22 ottobre 2026

Bellezza artificiale. Il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop

Bellezza artificiale
Il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop
di Paolo Euron
Gremese editore

«Attraverso ciò che non è umano forse si possono comprendere meglio gli esseri umani e le loro passioni. Dalle statue animate dei miti antichi ai robot sessuali...»

Attraverso ciò che non è umano forse si possono comprendere meglio gli esseri umani e le loro passioni. Dalle statue animate dei miti antichi ai robot sessuali dell’era digitale: perché l’immaginario umano torna ossessivamente sulle donne artificiali? “Bellezza artificiale” segue questo filo rosso lungo secoli di storie e immagini, in Oriente e in Occidente, fino alle più recenti frontiere della tecnologia. Mitologia, arte, letteratura, cinema, televisione, cultura pop: con uno stile chiaro e scorrevole, il volume racconta come sono cambiate le figure di bambole, ginoidi e robot femminili, e quali domande – estetiche, etiche, sociali – continuano a sollevare tra desiderio e paura, empatia e inganno.

Paolo Euron Professore Associato di Estetica (qualifica MIUR) e Assistant Professor di Italiano (2016-2019) alla Chulalongkorn University di Bangkok, scrittore e saggista, si occupa di filosofia, estetica e letteratura. Tra le sue pubblicazioni il romanzo La formula di Venere, il saggio Aesthetics, Theory and Interpretation of the Literary Work e l’articolo “Half-Naked Bodies in Anime and Western Culture Industry: Intercultural Remarks on the Aesthetics of Transgression.” Nato in Italia, ha vissuto in Germania e attualmente risiede a Bangkok

mercoledì 21 ottobre 2026

Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa

Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa
di Alessandro Bergonzoni
Garzanti libri

«Agli elaboratori di dati raccolti alla Rinfusa, fonte dell’infinito. A chi non sa dove finisce la bocca e dove inizia il riso; ai giovani collaudatori dell’atroce e loro ricreduti; a chi dice che la materia, forse, è spirito condensato, in polvere...» 

«A chi sa che non si può scrivere solo fino a un certo punto. Agli elaboratori di dati raccolti alla Rinfusa, fonte dell’infinito. A chi non sa dove finisce la bocca e dove inizia il riso; ai giovani collaudatori dell’atroce e loro ricreduti; a chi dice che la materia, forse, è spirito condensato, in polvere; alla Quinta Assenza del disastro; a chi ha ragione di credere; a chi pensa che con troppa vita non si viva...» Sono, costoro, solo alcuni degli innumerevoli dedicatari cui Bergonzoni sceglie di indirizzare questa opera antologica e ontologica, che sfugge finalmente a ogni definizione classica. È un libro ossessivo sul possibilismo estremo, sulle visioni dell’inimmaginabile, a «cavallo, disarcionato», tra letteratura e poesia, senza alcuna indulgenza a trame romanzanti né saggi, in cui l’autore, se si deve proprio parlare di «parola», la capta da un «inesauribile pensiero occulto», la accoglie, la ospita e poi la dona. Con una scrittura evocativa, materica e sonante, la mano di Bergonzoni accarezza «le molteplicità dell’irrealtà esistente e di ultima necessità: quella della luce, da fare essere e rifrangere. Ecco perché mi sento un po’ dada e un po’ bebè».

Alessandro Bergonzoni è un artista, poeta, autore e attore teatrale. Ha scritto e interpretato numerosi spettacoli, vincendo i principali premi italiani. Al cinema ha partecipato al Pinocchio di Roberto Benigni e al Quijote di Mimmo Paladino. Ha realizzato tra le altre la mostra Vite sospese (con Bill Viola) e l’installazione performance Il Tavolo delle Trattative. Collabora con Radio3 e con le principali testate giornalistiche sui temi di cura, detenzione, migranza e pace. Da anni scrive per «il Venerdì». Tra i suoi libri: Le Balene restino sedute (Palma d’Oro di Bordighera 1990), Il grande fermo e i suoi piccoli andirivieni, Silences, Opplero, Bastasse grondare, Nel, L’amorte, Aprimi cielo. Di Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa, pubblicato per la prima volta nel 2005, Garzanti ha pubblicato una nuova edizione nel 2026. Il suo sito è www.alessandrobergonzoni.it

martedì 20 ottobre 2026

La resa dei conti. Inchiesta sull'Italia dei potenti e degli imbrogli contro la forza degli

La resa dei conti.
Inchiesta sull'Italia dei potenti e degli imbrogli contro la forza degli onesti
di Milena Gabanelli con Simona Ravizza
Fuoriscena libri

«Nel 1973 Milena Gabanelli era al suo primo impiego. Trascriveva fatture in una ditta di bulloni. Il capo ogni tanto le diceva: «Queste valle a mettere nel nero» Lei non sapeva bene cosa significasse. Oggi quella normalità non è cambiata...» 

Nel 1973 Milena Gabanelli era al suo primo impiego. Trascriveva fatture in una ditta di bulloni. Il capo ogni tanto le diceva: «Queste valle a mettere nel nero». Lei non sapeva bene cosa significasse, ma le sembrava una cosa normale: lo sapevano tutti. Più di cinquant’anni dopo, quella normalità non è cambiata. Si è solo perfezionata, specializzata e legalizzata, con la complicità di chi governa. I soldi per far funzionare la macchina dello Stato mancano sempre. Ma chi li mette davvero fino all’ultimo centesimo e chi, invece, trova sempre il modo di sottrarsi? Milena Gabanelli e Simona Ravizza cercano la risposta nei numeri reali – bilanci pubblici, dati fiscali, relazioni istituzionali – e dentro normative che si presentano come eque, ma che di equo non hanno nulla. Ne emerge la fotografia di un’Italia spaccata, raccontata attraverso le categorie che la abitano. I tartassati, lavoratori dipendenti ma anche precari e partite Iva a basso reddito, penalizzati dall’inflazione, dai ritardi contrattuali e da un Fisco che punisce anche il più piccolo aumento. I traditi, ovvero i pensionati, il cui potere d’acquisto viene eroso da continui tagli all’adeguamento dell’assegno al costo della vita. Accanto a loro ci sono i favoriti, beneficiari di scappatoie e regimi agevolati; i protetti, difesi dalle lobby contro ogni riforma; i fuorilegge, che evadono sapendo che prima o poi arriverà una sanatoria. In questo sistema, i cittadini onesti finiscono per pagare due volte: come ostaggi, con le proprie risorse sprecate o usate indebitamente, o come scavalcati, se sono giovani e meritevoli ma trovano il posto già occupato da chi ha la raccomandazione giusta. Con il rigore che caratterizza il loro lavoro, le autrici svelano i meccanismi che da decenni tengono in scacco l’Italia: un’inchiesta necessaria, perché solo chi capisce come funziona davvero il sistema può scegliere se continuare ad accettarlo.

Milena Gabanelli è una delle più autorevoli e riconosciute giornaliste italiane. Negli anni Novanta ha fatto scuola introducendo il videogiornalismo nel nostro Paese. Nel 1997 ha inventato “Report”, considerato da pubblico e critica il miglior programma di giornalismo investigativo, di cui è stata autrice e conduttrice fino al 2016. Nel 2018 ha fondato la nuova rubrica del «Corriere della Sera» “Dataroom”.

Simona Ravizza è giornalista d’inchiesta al «Corriere della Sera». Per quindici anni ha seguito la cronaca milanese e attualmente è caposervizio della redazione di “Dataroom”, per la quale si occupa di sanità, economia, politica e immigrazione. Nel 2020 ha vinto il premio giornalistico Premiolino.

lunedì 19 ottobre 2026

Valentino Rossi. La mia storia

La mia storia
di Valentino Rossi
Rizzoli libri

«Sono state scritte tante cose sulla mia vita e sulla mia carriera. È il momento di raccontare la verità su quello che è successo in pista e fuori. Ho deciso di scrivere questo libro perché spero che, leggendo la mia storia, tanta gente possa divertirsi ed emozionarsi...» 

Dai ricordi inediti della propria infanzia, ai racconti di ciò che è accaduto dietro le quinte di una carriera leggendaria, segnata da 9 titoli mondiali.
Valentino rivive e analizza come non ha fatto mai una vita ad alta intensità, le ragioni intime che lo legano da sempre a un gruppo di amici fedelissimo; la genesi di gag e scherzi che hanno rivoluzionato l’immagine del motociclismo sulle piste di tutto il mondo, le sue manie permanenti. Superstizioni accanite ed esilaranti; le ragioni di uno stile proprio, di un look da corsa anomalo e unico. E soprattutto, le grandi rivalità – da Max Biaggi a Sete Gibernau, da Casey Stoner a Jorge Lorenzo fino al controverso 2015 con Marc Marquez; i sorpassi indimenticabili, l’ipotesi Formula 1 con Ferrari, i momenti più difficili. Sconfitte e crisi, fratture dolorose ed errori, il rapporto con il coraggio e la paura, i retroscena che determinarono il dissidio con il fisco italiano. E, ancora, gli incontri divertiti e divertenti con personaggi celebri, amici artisti, star viste da vicinissimo, notti a Ibiza, gli amori e gli inciampi che l’amore comporta.
Capitoli come tappe di un percorso strepitoso, rivelato con sincerità, rabbia e tenerezza, approdato oggi in una dimensione nuova. Francesca, la sua compagna, le loro bambine, la bellezza della paternità, il suo team VR46, l’Academy per far crescere i talenti di domani e la nuova sfida sportiva nelle competizioni a quattro ruote. Ciò che a Valentino piace fare oggi, passioni e attitudini mai rivelate.
In questa autobiografia, scritta con Giorgio Terruzzi, Valentino Rossi si confessa come non aveva mai fatto prima, con lo sguardo maturo di un pilota e di un uomo che rilegge la sua vita con passione, lucidità e autoironia.

Valentino Rossi

venerdì 16 ottobre 2026

È già domani

È già domani
di Silvia Salis
Feltrinelli libri

«Silvia Salis ha imparato molto presto che il punto da cui si parte conta. E che non tutti partono dallo stesso punto. Lo sport è stato per lei un modo per misurarsi con i propri limiti, ma anche uno straordinario ascensore sociale...» 

Silvia Salis ha imparato molto presto che il punto da cui si parte conta. E che non tutti partono dallo stesso punto. Lo sport è stato per lei un modo per misurarsi con i propri limiti, ma anche uno straordinario ascensore sociale. L’ha portata lontano, fino alle Olimpiadi, e le ha insegnato qualcosa che sarebbe tornato molti anni dopo, quando ha scelto la politica: il talento conta, certo, ma conta altrettanto creare le condizioni perché possa emergere. È già domani nasce dalla sua storia e dalla strada che l’ha portata, nel 2025, a diventare sindaca di Genova. Ma non è il racconto di una carriera. È piuttosto il tentativo di capire che cosa quella strada possa dire del paese in cui viviamo e, soprattutto, di quello in cui vorremmo vivere. Salis guarda l’Italia a partire dalle vite delle persone, da ciò che spesso le rende più difficili e da ciò che potrebbe cambiarle. Parla di lavoro e di tempo, delle città e delle disuguaglianze, della libertà delle donne e di una sicurezza che non può ridursi alla paura. E rivendica una politica capace di scegliere senza avere bisogno di costruirsi un nemico. Nelle sue pagine la sinistra non è un luogo a cui tornare, ma qualcosa che deve ancora essere costruito. Con una convinzione semplice: essere progressisti significa prima di tutto credere che le cose possano cambiare, e assumersi la responsabilità di farle cambiare davvero. Perché il futuro non comincia quando arriva. Comincia molto prima. È già domani.
“Questo libro nasce per raccontare il giorno in cui non ti domandi più dove stai andando, ma ci vai e basta, perché il domani non aspetta, arriva e ti guarda in faccia. E il domani, l’ho imparato bene ormai, inizia sempre oggi

Silvia Salis è la sindaca di Genova. Ex atleta della nazionale italiana di atletica leggera, ha vinto dieci titoli italiani assoluti nel lancio del martello e ha partecipato a due Olimpiadi, Pechino 2008 e Londra 2012. Dopo il ritiro dall’agonismo è entrata nella dirigenza sportiva, fino a diventare la prima donna vicepresidente vicaria del Coni.

giovedì 15 ottobre 2026

Il clan Trump. Tutti gli uomini e le donne del potere MAGA

Il clan Trump.
Tutti gli uomini e le donne del potere MAGA
di Luca Ciarrocca
Fuoriscena libri

«L’era Trump ha innescato un cambiamento profondo nelle geografie del potere americano, C’è la famiglia presidenziale, che gestisce la Casa Bianca come un’impresa...» 

L’era Trump ha innescato un cambiamento profondo nelle geografie del potere americano. Al centro del nuovo sistema c’è la famiglia presidenziale, che gestisce la Casa Bianca come un’impresa: un genero che tratta la pace in Medio Oriente mentre incassa capitali dai governi con cui dialoga; due figli che costruiscono fortune personali nei settori – droni, criptovalute, immobiliare – favoriti dalle scelte del padre; una First Lady che scrive lettere a Putin e guadagna decine di milioni con un documentario su se stessa. Intorno alla famiglia si muove una rete di strateghi, ideologi e tecnocrati che trasformano gli impulsi del presidente in dottrina di Stato, fornendogli una guida per smontare dall’interno l’architettura istituzionale americana. Sullo sfondo resta il grande saccheggio: da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, la ricchezza del suo clan è aumentata a ritmo vertiginoso, mentre fasce sempre più ampie della società americana fanno i conti con sussidi tagliati, prezzi in salita, retate dell’ICE nelle città e nuovi fronti di guerra. In questo libro-inchiesta, Luca Ciarrocca traccia il ritratto dei personaggi più influenti della galassia MAGA e racconta come il governo di Washington sia diventato una macchina di potere, vendetta e arricchimento senza precedenti nella storia democratica moderna.

Luca Ciarrocca è stato corrispondente da New York per «Il Giornale» di Indro Montanelli e nel 1999 ha fondato e diretto «Wall Street Italia», tra i primi siti indipendenti di economia e finanza. Cura il Substack «Utopie & Distopie», scrive di politica internazionale, mercati e intelligenza artificiale per «Domani» e «Il Fatto Quotidiano». Ha vinto i premi giornalistici Premiolino e Amerigo. Con Fuoriscena ha già pubblicato “L’anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel” (2026).

martedì 13 ottobre 2026

La Repubblica delle mazzette. La nuova Tangentopoli che corrode l’Italia

La Repubblica delle mazzette
La nuova Tangentopoli che corrode l’Italia
di Vincenzo Bisbiglia e Marco Grasso
PaperFirst editore

«Una nuova Tangentopoli. Trent’anni dopo Mani pulite, la corruzione corrode ancora le fondamenta della Repubblica italiana: consulenze, triangolazioni di favori...» 

In Liguria un clamoroso scandalo giudiziario travolge il sistema del governatore Giovanni Toti, corrotto da imprenditori portuali e finanziatori, mentre suoi fedelissimi sono indagati per voto di scambio mafioso. A Venezia finisce nel mirino dei magistrati il gigantesco conflitto di interessi del sindaco Luigi Brugnaro, la svendita di palazzi storici della Laguna e gli affari illeciti dei suoi assessori. Ogni città ha la sua storia, ogni regione il suo scandalo da raccontare. Torino e gli intrecci fra ’ndrangheta e autostrade. Bari e i legami fra politica eclan. Roma e gli appalti sulla sicurezza digitale. La Toscana e la nuova terra dei fuochi. Non ci sono isole felici, le inchieste scuotono la politica dalla Sicilia al Trentino, passando per Milano e il suo impetuoso sviluppo urbanistico. Vicende ricorrenti, così diffuse da sembrare endemiche. Una nuova Tangentopoli. Trent’anni dopo Mani pulite, la corruzione corrode ancora le fondamenta della Repubblica italiana: consulenze, triangolazioni di favori, fatture che mascherano e giustificano prestazioni inesistenti. L’attore principale non è più il partito, ma il singolo uomo politico, che, dopo il tramonto del finanziamento pubblico, spesso si impone grazie alla capacità di reperire finanziamenti privati e intessere relazioni privilegiate. Per arginare questo nuovo tipo di corruzione, mimetizzato e istituzionalizzato, servirebbero strumenti investigativi più efficaci, oltre che una rivoluzione culturale. Invece stiamo assistendo allo smantellamento delle leggi anticorruzione.

Vincenzo Bisbiglia, è giornalista del Fatto Quotidiano. Ha lavorato al quotidiano romano Il Tempo. Si occupa di cronaca giudiziaria e ha coperto alcune tra le principali vicende giudiziarie locali e nazionali degli ultimi anni.

Marco Grasso, è giornalista del Fatto Quotidiano. Negli anni si è occupato di inchieste su criminalità organizzata, corruzione e grandi disastri. Ha lavorato al Secolo XIX e scritto per La Stampa. È autore di vari libri, tra cui “Il crollo – Ponte Morandi, una strage italiana” (Ponte alle Grazie, 2023).

lunedì 12 ottobre 2026

Cuore nero

Cuore nero
di Silvia Avallone
Rizzoli libri

«...negli occhi di Emilia – “privi di luce, come due stelle morte” – Bruno intuisce un abisso simile al suo, ma di segno opposto. Entrambi hanno conosciuto il male...» 

L’unico modo per raggiungere Sassaia, minuscolo borgo incastonato tra le montagne, è una strada sterrata, ripidissima, nascosta tra i faggi. È da lì che un giorno compare Emilia, capelli rossi e crespi, magra come uno stecco, un’adolescente di trent’anni con gli anfibi viola e il giaccone verde fluo. Dalla casa accanto, Bruno assiste al suo arrivo come si assiste a un’invasione. Quella donna ha l’accento “foresto” e un mucchio di borse e valigie: cosa ci fa lassù, lontana dal resto del mondo? Quando finalmente s’incontrano, ciascuno con la propria solitudine, negli occhi di Emilia – “privi di luce, come due stelle morte” – Bruno intuisce un abisso simile al suo, ma di segno opposto. Entrambi hanno conosciuto il male: lui perché l’ha subito, lei perché l’ha compiuto – un male di cui ha pagato il prezzo con molti anni di carcere, ma che non si può riparare. Sassaia è il loro punto di fuga, l’unica soluzione per sottrarsi a un futuro in cui entrambi hanno smesso di credere. Ma il futuro arriva e segue leggi proprie; che tu sia colpevole o innocente, vittima o carnefice, il tempo passa e ci rivela per ciò che tutti siamo: infinitamente fragili, fatalmente umani. Con l’amore che solo i grandi autori sanno dedicare ai propri personaggi, Silvia Avallone ha scritto il suo romanzo più maturo, una storia di condanna e di salvezza che indaga le crepe più buie e profonde dell’anima per riempirle di compassione, di vita e di luce.

Silvia Avallone è nata a Biella e vive a Bologna. Per Rizzoli ha pubblicato Acciaio (2010), da cui è stato tratto l'omonimo film, e Marina Bellezza (2013). I suoi romanzi sono tradotti in tutto il mondo e hanno venduto oltre 700.000 copie in Italia.

venerdì 9 ottobre 2026

L’alba degli angeli

L’alba degli angeli
di Paolo Pardini
IPL Editore ‏

«È la notte di Natale e Milano corre verso i festeggiamenti. Alla Stazione Centrale, però, c’è chi non ha una casa in cui tornare. Enea, un tempo stimatoprofessore universitario…» 

L’Alba degli Angeli è la cronaca di un riscatto possibile, un viaggio dal buio della marginalità dove la salvezza non arriva da un miracolo, ma dal coraggio di guardarsi di nuovo allo specchio e accettare una mano tesa. L'ex professore Enea, precipitato nella marginalità urbana, incontra Mario, fondatore dei City Angels. Tra i due nasce una sfida brutale per la dignità: un viaggio nei gironi della disperazione cittadina alla ricerca di un riscatto possibile. Sarà in una scintilla di cultura condivisa che si aprirà, inaspettata, la porta della speranza. Milano, Stazione Centrale, notte di Natale. Mentre la città corre frenetica verso i festeggiamenti, tra i marmi gelidi di Piazza Duca d’Aosta si consuma la deriva di Enea. Un tempo stimato professore universitario, custode di cultura e certezze, Enea è oggi un “naufrago urbano” che ha perso tutto: la cattedra, la moglie e la propria identità. Tutto ciò che gli resta è il fondo di una bottiglia e un loden liso che profuma di fumo e sconfitta e un carrello pieno di libri. La sua solitudine viene squarciata dall’incontro con Mario, fondatore dei City Angels. Non è il solito approccio tra chi aiuta e chi è aiutato: è uno scontro frontale tra mondi opposti. Al nichilismo schopenhaueriano di Enea – che accusa ferocemente i volontari di agire per mera autogratificazione – Mario risponde con una scommessa: un patto che non offre solo un letto e un caffè, ma la sfida brutale di ritrovare la dignità smarrita tra i carrelli della spesa e i cartoni usati come materassi. Inizia così un viaggio attraverso i gironi della disperazione. Lungo i binari e sotto i portici, nell’arco di una sola notte, Enea è costretto a guardare negli occhi gli abissi degli altri – storie di abbandono, miseria e solitudine che specchiano crudelmente la sua stessa caduta. Eppure, proprio quando il gelo sembra aver pietrificato ogni residuo di umanità, il racconto vira verso un finale spiazzante e inaspettato che svelerà il vincitore della scommessa. Parte del ricavato della vendita del romanzo verrà devoluto all'Associazione City Angels.

Paolo Pardini ha lavorato per oltre trent’anni come giornalista e inviato per le principali testate della Rai, ricoprendo ruoli di rilievo come conduttore del Tg3 e responsabile dei Tg3 regionali. Per quindici anni ha insegnato giornalismo all’Università Cattolica di Milano. Vincitore di diversi premi, tra cui il “Guido Vergani”, è anche appassionato di alpinismo e ha pubblicato una raccolta di racconti dedicati alla montagna. Ha pubblicato, oltre a L’alba degli angeli, un altro romanzo: Ombre Russe (Edizioni del faro), ambientato nel 1992, indaga il conflitto tra Russia e Ucraina.


giovedì 8 ottobre 2026

Argento vivo. Longevità, la rivoluzione incompresa del nostro tempo

Argento vivo.
Longevità, la rivoluzione incompresa del nostro tempo
di Federico Rampini
Mondadori libri

«Con il piglio del polemista e la scrupolosità del reporter di lungo corso, Rampini firma un libro controcorrente: un invito a ribellarsi al catastrofismo demografico e a guardare ai «secondi cinquant'anni» come alla stagione più libera, produttiva e sorprendente della vita…» 

È la trasformazione più importante della nostra epoca, eppure la raccontiamo come una sciagura. L'aumento della longevità umana, una delle più straordinarie conquiste della civiltà moderna, viene descritto come una bomba a orologeria: pensioni al collasso, sanità al tracollo, giovani depredati di un futuro. Federico Rampini non ci sta, e scrive un Manifesto per la sua generazione, oggi alle prese con una vecchiaia che nessuno ha mai vissuto così a lungo, in salute e ricca di possibilità. Con l'ironia di chi corre maratone a settant'anni e ha aperto un'impresa nell'età in cui in Italia si andrebbe in pensione, inizia smontando l'industria del panico demografico. I dati dicono che gli anziani sono il mercato di consumatori più ricco della storia, che l'occupazione non è una torta fissa, dove ogni anno in più lavorato da un settantenne toglie il pane a un ventenne, che il vero nemico non è l'età che avanza, ma l'ageism, l'ultimo razzismo legittimato. Lascia poi la parola a esperti e personaggi straordinari: scienziati che hanno esplorato la «curva della felicità» e le nuove frontiere della medicina della longevità, alcuni «magnifici vecchi» che hanno rifiutato il copione previsto per la loro età, fino ai grandi autori e filosofi, dai classici greci a Hemingway, da Seneca a Confucio, alla ricerca di ciò che l'umanità ha pensato sull'età che avanza. Non manca la parte più intima: il ritratto della propria famiglia, la gratitudine verso una generazione di donne da cui c'è ancora molto da imparare; il privilegio di cambiare idea, generoso regalo dell'età, da lasciare in eredità ai giovani; persino le ombre - le malattie neurodegenerative, la solitudine, la fatica di chi accudisce genitori centenari. Alla generazione che trabocca di energia e vitalità come fosse «argento vivo», Rampini offre poi lo sguardo di chi ha vissuto su tre continenti: il Giappone ha inventato il «dividendo della longevità», la Cina investe sulla silver economy, negli Stati Uniti l'età pensionabile è un concetto elastico.

Federico Rampini scrittore e giornalista italiano, ha iniziato la sua attività giornalistica nel 1977 a «Città futura», settimanale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), di cui era segretario generale Massimo D'Alema; dal 1979 scrive per «Rinascita», giornale che deve abbandonare nel 1982 dopo avervi pubblicato un'inchiesta sulla corruzione in seno al PCI. In seguito è stato prima vicedirettore de «Il Sole 24 Ore» poi capo della redazione milanese ed in seguito inviato del quotidiano «La Repubblica» a Parigi, Bruxelles e San Francisco. Come corrispondente ha raccontato dapprima le vicende della Silicon Valley; ha lasciato poi gli Stati Uniti per aprire l'ufficio di corrispondenza di Pechino. Ha insegnato alle Università di Berkeley, Shanghai e al Master della Bocconi. Nel 2005 ha vinto il Premio Luigi Barzini per il giornalismo, nel 2006 il Premio Saint Vincent. È autore di numerosi saggi, la maggior parte dei quali editi da Mondadori, tra cui: Il secolo cinese (2005), L'impero di Cindia (2006), Alla mia sinistra (2012), Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo (2012), La via maestra con il Presidente Giorgio Napolitano (2013), Banchieri (2013), La trappola dell'austerity (Laterza 2014), Rete padrona Amazon, Apple, Google & co (Feltrinelli 2014), All You Need Is Love (2014, da cui ha tratto uno spettacolo teatrale), L'età del caos (2015), Il tradimento (2016), Le linee rosse (2017), La seconda Guerra fredda (2019). e Fermare Pechino. Capire la Cina per salvare l'Occidente (2021), La speranza africana (2023). Nel 2024 esce per Solferino, Il nuovo impero arabo.

mercoledì 7 ottobre 2026

Ti farò correre in salita. Come e perché educare alla fatica le nuove generazioni

Ti farò correre in salita.
Come e perché educare alla fatica le nuove generazioni
di Alberto Pellai
Mondadori libri

«In una società moderna dominata dal principio del "tutto e subito", dall'isolamento digitale e dalla ricerca spasmodica della gratificazione istantanea…» 

In una società moderna dominata dal principio del "tutto e subito", dall'isolamento digitale e dalla ricerca spasmodica della gratificazione istantanea, bambini e adolescenti manifestano una fragilità e un'ansia mai viste prima. Per evitare che si feriscano, genitori ed educatori tendono a trattarli come "vasi di cristallo", rimuovendo ogni ostacolo, riduzione di sforzo e frustrazione dal loro percorso. Ma è davvero questa la risposta corretta per il loro benessere? Nel suo nuovo saggio Ti farò correre in salita (Mondadori, Collana Sentieri, 184 pagine, € 18,50), Alberto Pellai lancia un'invocazione controcorrente ma profondamente necessaria: la fatica è un ingrediente pedagogico indispensabile e insostituibile nell'allenamento alla vita. Attraverso un'analisi attenta, supportata dalle evidenze delle neuroscienze e arricchita da testimonianze di vita quotidiana e familiare, Pellai dimostra che liberare i figli dallo sforzo non li rende più felici, ma li priva del senso di fiducia in sé stessi e della capacità di affrontare la realtà.
Nel saggio Pellai sottolinea come i nostri figli siano molto più resistenti di quanto crediamo. Proteggerli da qualsiasi rischio o sofferenza alimenta la loro paura del mondo, spingendoli al ritiro sociale e all'ansia performativa. C’è poi una parte dedicata ai pericoli legati al digitale: la sovrabbondanza di stimoli e facilitazioni offerte dagli schermi disabitua la mente allo sforzo e alla lentezza. L’essere genitori autorevoli significa saper sostenere i "no che aiutano a crescere". Esercitare il potere non per dominare, ma al servizio del bene e dell'autonomia del figlio, accettando anche la sua momentanea rabbia. Pellai si sofferma anche sul tema della scuola. Un'analisi critica sul rischio di "scuola facilona" o eccessivamente digitalizzata, e l'urgenza di riportare i ragazzi ad abitare il corpo, la natura e il gruppo dei pari.

Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Milano. È autore di numerosi best-seller tradotti in più lingue, tra cui Allenare alla vita, Esci da quella stanza e L'età dello tsunami (scritti con Barbara Tamborini).

martedì 6 ottobre 2026

Eravamo comunisti

Eravamo comunisti
di Massimo D'Alema
Feltrinelli editore

«Massimo D’Alema nasce dentro una famiglia comunista prima ancora che dentro un partito. Il padre Giuseppe, partigiano e dirigente del Pci; la madre Fabiola, cresciuta nella Roma antifascista…» 

Massimo D’Alema nasce dentro una famiglia comunista prima ancora che dentro un partito. Il padre Giuseppe, partigiano e dirigente del Pci; la madre Fabiola, cresciuta nella Roma antifascista; le case del popolo, Botteghe oscure, i Pionieri, le sezioni, i congressi, le lotte operaie. Prima di essere una scelta politica, il comunismo è un mondo: una lingua, un’educazione, un’appartenenza, un modo di guardare la vita. Per la prima volta D’Alema torna alle origini di quella storia, intrecciando memoria personale e vicenda collettiva. Dall’infanzia romana al trasferimento a Genova nei giorni della rivolta contro il governo Tambroni; dalla formazione politica nel segno dell’antifascismo al Sessantotto pisano; dalla Primavera di Praga al conflitto tra movimento e partito; dagli anni della Fgci alla stagione drammatica del terrorismo, del compromesso storico, del rapimento Moro, della crisi della solidarietà nazionale.
Il risultato non è però un libro di memorie, ma qualcosa di diverso: il racconto di un’Italia in cui la politica era ancora una forma della vita, una disciplina, una passione, un destino. D’Alema attraversa luoghi e figure centrali della storia repubblicana – Togliatti, Longo, Amendola, Berlinguer, Ingrao, Napolitano, Rossanda, Pajetta, Occhetto – senza indulgere alla celebrazione, ma restituendo il peso umano delle scelte, delle fratture, delle illusioni e degli errori. Lontano dall’essere un esercizio di nostalgia, Eravamo comunisti è il tentativo di capire che cosa abbia significato appartenere a una grande cultura politica del Novecento: una cultura capace di educare milioni di persone alla partecipazione democratica, ma anche segnata da contraddizioni profonde, da fedeltà difficili, da appannamenti, da sconfitte.
Fino alla fine di un mondo, quando il crollo del comunismo reale e la svolta della Bolognina imposero alla sinistra italiana di misurarsi con la domanda più radicale: che cosa resta di una storia quando il nome che l’ha tenuta insieme non può più essere pronunciato allo stesso modo? C’è stato un tempo in cui la politica era una scelta di vita. Massimo D’Alema racconta quel tempo dall’interno: la famiglia comunista, il Pci, il Sessantotto, Berlinguer, il terrorismo, il compromesso storico, la fine di una stagione. La storia di una generazione che ha creduto nella politica come destino collettivo.

Massimo D'Alema è un politico, giornalista e scrittore italiano, già Presidente del Consiglio dei ministri dal 21 ottobre 1998 al 26 aprile 2000, il primo e unico con un passato nel Partito Comunista Italiano a ricoprire tale carica nonché il primo capo di governo italiano a essere nato dopo la fine della seconda guerra mondiale e dopo l'istituzione della Repubblica italiana. (Wikipedia)

lunedì 5 ottobre 2026

Essere pacifisti

Essere pacifista
Per una filosofia e una teologia della nonviolenza
di Mauro Bozzetti
Castelvecchi editore

«La questione che inizialmente si pone a un discorso sulla pace e sul­la guerra, dopo più di quattromila anni di esperienze dirette con l’utilizzo di questo mezzo…» 

La questione che inizialmente si pone a un discorso sulla pace e sul­la guerra, dopo più di quattromila anni di esperienze dirette con l’utilizzo di questo mezzo, riguarda la mancanza di memoria storica capace di trattenere nella coscienza delle popolazioni gli aspetti distrut­tivi che un conflitto porta sempre con sé. Perché le guerre si scelgono, non accadono. Pensare di risolvere oggi i conflitti territoriali, razziali, interreligiosi con la forma di violenza più tremenda che l’uomo ha inven­tato e perfezionato, politicamente giustificata dal potere di deterrenza e della difesa, è semplicemente sconfortante, apre la porta al nichilismo filosofico. Con quali argomenti l’umanesimo, il personalismo, le proposi­zioni di credenza, l’imperativo categorico dovrebbero costituire un monito inaggirabile?

Mauro Bozzetti professore di Filosofia Teoretica all’Università di Urbino. La sua attività di ricerca ha riguardato prevalentemente lo studio dell’idealismo tedesco e l’approfondimento delle tematiche della dialettica negativa. Si tratta di una ricerca che ruota attorno alle categorie della Pace, della Misura, della Conversione ecologica e della Nonviolenza. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo: Hegel und Adorno (Alber, 1996); Introduzione a Hölderlin (Laterza, 2004); Ecologia e giustizia. Ivan Illich e Alexander Langer (Castelvecchi, 2023).

venerdì 2 ottobre 2026

Stellantis cadente: Così in cinque anni l’auto italiana è finita in panne. Le colpe di Elkann e la sua fuga dal Paese

Stellantis cadente
Così in cinque anni l’auto italiana è finita in panne.
Le colpe di Elkann e la sua fuga dal Paese
di Andrea Tundo
Paperfirst libri

«L'eclissi dell'auto italiana combacia con lo smantellamento dei pezzi italiani del proprio impero da parte della famiglia Agnelli, da decenni sostanziale monopolista della costruzione di vetture...»

L'eclissi dell'auto italiana combacia con lo smantellamento dei pezzi italiani del proprio impero da parte della famiglia Agnelli, da decenni sostanziale monopolista della costruzione di vetture nel nostro Paese. Se nel 1999 il nostro Paese produceva ancora 1,4 milioni di autoveicoli e la Fiat Punto dominava le vendite in Europa, oggi il settore sta vivendo una crisi senza precedenti, peggiorata ma non creata dallo stravolgimento del mercato sotto la spinta dell'Unione Europea sull'elettrico e l'avanzata dei costruttori cinesi. La repentina accelerazione del declino è legata alla trasformazione della storica Fiat in Fca prima e Stellantis poi: il mutamento ha via via rinsecchito le radici italiane nonostante i vertici, a iniziare da John Elkann, continuino a dipingere Torino come il "cuore" dell'azienda. Intanto però le fabbriche si svuotano e la produzione nel 2025 ha toccato i minimi dal 1954. Il baricentro del gruppo si è spostato così nell'Est Europa per poi puntare al Nord Africa, mentre in altri Stati continentali, come la Spagna, la casa costruttrice assembla oggi molto più che in Italia. Ora un fiume di investimenti sta per prendere la via degli Stati Uniti, lasciando negli stabilimenti che furono della Fiat incertezze e progetti rinnegati come la gigafactory di Termoli. Tra proteste e un titolo declassato dalle principali agenzie di rating, mentre il governo difende la linea aziendale, l'obiettivo di tornare a un milione di auto prodotte entro il 2030 resta l'ultima, incerta e sempre più complessa scommessa per rianimare un settore strategico inesorabilmente in panne.

Andrea Tundo nato a Brindisi, terra di vento, contraddizioni e canestri. Inizio a scrivere a 18 anni per il Nuovo Quotidiano di Puglia. Ho collaborato con La Gazzetta dello Sport, Superbasket, La Repubblica e GQ. Al Fatto Quotidiano dal 2013. All’inizio sport, ora soprattutto vertenze aziendali, grandi disastri e Ilva. Volevo diventare dentista o notaio: il cuore dice che ho fatto bene a cambiare idea, le bollette da pagare meno. Vivo a Milano, ma l’anima è a Torre Guaceto.