mercoledì 1 aprile 2026

Il calcio è politica. Lo sport come antidoto al nazionalismo

Il calcio è politica.
Lo sport come antidoto al nazionalismo
di Valerio Moggia
People libri

«Il calcio ha portato la pace in un’Europa dilaniata dal nazionalismo, o è invece uno strumento di propagazione delle idee scioviniste? Più probabilmente è un contenitore vuoto, che possiamo riempire con ciò che vogliamo: l’importante, allora, è non abbandonarlo nelle mani sbagliate.»

Il calcio non è solo lo sport più seguito al mondo, ma è anche il luogo in cui tensioni e lotte politiche trovano spazio da sempre. Il calcio è anche uno strumento di lotta culturale contro il nazionalismo: gli ultimi Europei hanno visto numerosi esempi di tensioni nazionaliste, e già Hobsbawm spiegava come lo sport, e il calcio in particolare, consenta una facile identificazione del sentimento nazionale in qualcosa di concreto invece che di astratto. Nel libro, ripercorrendo la storia del calcio, Valerio Moggia non si limita a mettere in luce come abbia spesso prestato il fianco alle propagande nazionaliste, ma prova a suggerire come oggi possa essere usato per ribaltarle, guardando ai calciatori e alle calciatrici di seconda generazione, ma anche considerando il mestiere del calciatore come un lavoratore migrante altamente specializzato: come considerare la nazionalità di Marcus Thuram, nato e cresciuto in Italia e un po' anche in Spagna, da un padre francese a sua volta figlio di afroamericani della Guadalupa?

Valerio Moggia  nato a Novara nel 1989, è da sempre appassionato di calcio, storia e fenomeni sociali. Dal 2017 cura il progetto Pallonate in faccia, un sito che si occupa di temi politici e storici legati al calcio; dal 2021 è anche un podcast. Ha scritto per siti come Vice Italia, Rivista Undici, Valigia Blu, il manifesto, Domani, Linkiesta e UltimoUomo. Ha pubblicato per Ultra Edizioni Storia popolare del calcio. Uno sport di esuli, immigrati e lavoratori (2020) e La Coppa del morto. Storia di un Mondiale che non dovrebbe esistere (2022) sulle violazioni dei diritti umani in occasione dei Mondiali in Qatar.